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Concessioni balneari, Tagliente scrive a Marsilio

Con un’ennesima sentenza pubblicata la settimana scorsa il Consiglio di Stato è nuovamente intervenuto in materia di concessioni balneari ribadendo, con un atto di nomopoiesi dal valore di chiara ingerenza politica, la scadenza delle concessioni senza nessuna possibilità di proroga.

Palla al centro, dunque, ancora una volta in questa partita infinita iniziata nel 2006 che ha intanto messo in crisi il settore turistico balneare e creato serie preoccupazioni tra gli addetti. Cosa accadrà adesso?

Nel buio profondo che si è creato intorno al futuro di questo comparto economico oso tuttavia sperare con un pizzico di ottimismo che almeno adesso le istituzioni si decidano a far qualcosa ed affrontino una buona volta seriamente il problema, per la parte che a ciascuna di esse compete e per «l’estremo di sua possa», come avrebbe detto il poeta.

Troverei infatti oltremodo singolare, non voglio dire irresponsabile, se si dovesse arrivare alla fine di quest’anno per inventarsi l’ultima furbesca scappatoia senza aver aperto un serio dibattito sull’argomento che sinora non c’è stato ed a dare una soluzione, improntata beninteso all’interesse generale, a questa questione complicata, diventata ancor più complessa col passar degli anni.

È tempo insomma che lo Stato, governo e Parlamento, provveda a colmare il vuoto legislativo lasciato sinora alla mercè della magistratura (in questo caso amministrativa) e che Regione e Comuni intervengano più decisamente rispetto al passato facendo valere le potestà che hanno come destinatari di delega e di funzioni di gestione.

Se in tema di demanio marittimo, infatti, «la competenza della Regione nella materia non può incidere sulle facoltà che spettano allo Stato in quanto proprietario» (sentenza della Corte costituzionale n. 427 del 2004), è altrettanto vero che il D.Lgs. n. 112/1998 il successivo D.Lgs 96 del 1999 hanno attribuito alle Regioni e agli enti locali una competenza relativamente al rilascio delle concessioni. Regione e comuni hanno cioè per legge il dovere di interloquire con lo Stato e sotto certi aspetti anche il potere di intervenire con opportuni provvedimenti sia legislativi che amministrativi. Se ne rendano conto e si muovano di conseguenza. Regione Abruzzo e comune di Vasto se ne facciano promotori.

Giuseppe Tagliente

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