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Pd Cupello, due sezioni e 2 segretari. Leone: “Qui si fa una politica miope”

Un paese di 4.800 abitanti con due circoli del partito democratico e due segretari. Succede a Cupello, comune dove domenica scorsa c’è stata l’inaugurazione della sede di “Cupello Democratica”, alla presenza del presidente della Provincia, Francesco Menna, del consigliere provinciale con delega ai lavori pubblici Carlo Moro, di Graziella Costantini, segretaria del Pd e dei consiglieri comunali di Cupello Democratica, Marco Antenucci e Michele D’Alberto. Una normale cerimonia di inaugurazione se non fosse per un particolare, cioè che nei mesi scorsi la Costantini si era dimessa da segretaria (diffondendo un comunicato) e al suo posto era stato eletto Adelmo D’Alò.

“Rispetto all’assetto del partito a Cupello c’è una fase di confusione”, commenta Leo Marongiu, coordinatore provinciale del Pd, “è una situazione già attenzionata che dobbiamo affrontare al più presto con il segretario regionale Daniele Marinelli. Vediamo se è possibile risolverla prima delle elezioni amministrative. Dobbiamo fare una riflessione tranquilla e puntuale. Per quanto riguarda la Costantini è vero che si era dimessa, divulgando un comunicato stampa, ma non ha mai ratificato le dimissioni”, precisa Marongiu.

Quindi i segretari sono attualmente due e bisognerà capire chi, tra Costantini e D’Alò, è legittimato a ricoprire tale ruolo. Di sicuro il partito democratico e il centrosinistra sono divisi in un momento cruciale per il paese che a giugno dovrà scegliere il nuovo sindaco.  La spaccatura, determinata dalla scelta del portabandiera della coalizione, individuato nella persona di Dario Leone, sembra al momento insanabile.

Ai più è noto che nel chiuso di una stanza, con la partecipazione di circa diciotto persone considerate portatori di interesse, hanno tratto dal cilindro il nome del candidato sindaco che avrebbe dovuto rappresentare l’intero centrosinistra”, è la ricostruzione del movimento Cupello Democratica, “noi tutti ci eravamo illusi che prima o poi sarebbe stato costituito un tavolo di confronto, per vedere di superare le incomprensioni nate sulle modalità della scelta non condivisa. Una parte politica che vuole vincere cerca di unire, di ascoltare, di confrontarsi. Invece di costruire ponti si è scelta la strada della distruzione di rapporti umani e politici, da facenti parte di una politica miope”.

Anna Bontempo (Il Centro)  

 

 

 

 

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