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Cinghiali, troppi 273 esemplari. “E’ uno scenario preoccupante”

Approda in Regione il piano triennale di monitoraggio e controllo dei cinghiali nelle riserve naturali di Punta Aderci e di Marina di Vasto. Il documento, redatto dal biologo Fabio De Marinis, il professionista incaricato dall’amministrazione comunale, sarà al centro della riunione del Comitato di coordinamento Via convocato in videoconferenza oggi alle 8.30, ma che potrebbe slittare alle 9.30 in seconda convocazione. Si tratta di un ultimo tassello che va ad aggiungersi al complesso iter iniziato a gennaio con l’affidamento dell’incarico.

“Ci auguriamo un esito positivo”, commenta l’assessore all’ambiente, Gabriele Barisano,per quanto ci riguarda abbiamo fornito tutti i chiarimenti e le integrazioni richiesti ,  in particolare sulle modalità di cattura dei cinghiali”.

Il piano triennale – un dossier di 84 pagine in cui viene analizzato il fenomeno in tutti i suoi aspetti ed elencati una serie di interventi per contenere la popolazione di ungulati – ha censito 276 cinghiali, di cui 235 nella riserva naturale di Punta Aderci e 41 a Marina di Vasto. La presenza di un così elevato numero di ungulati e i danni provocati alle colture, quantificabili in 257.755 euro negli anni dal 2020 al 2022,  oltre agli incidenti stradali fanno del comune di Vasto uno dei centri maggiormente colpiti a livello regionale.

Siamo in presenza di una popolazione in ottima salute ed in forte espansione demografica”, scrive De Marinis, “con una preponderanza delle classi giovanili e con una netta prevalenza delle femmine (oltre il 70%). Tali dati disegnano uno scenario piuttosto preoccupante, segno di un evidente “squilibrio ecologico”.  Il biologo evidenzia come l’eccessiva presenza di cinghiali ha un forte impatto sia sulle colture agricole, sia sulla circolazione stradale. “Se nel primo caso si tratta esclusivamente di danni economici”, annota De Marinis, “nel secondo caso, invece, oltre al danno economico sulle vetture danneggiate, si profila un vero e proprio problema di sicurezza stradale che genera allarme e paura.

“Inevitabili  e particolarmente urgenti” vengono considerate le azioni di controllo delle popolazioni di cinghiali che interessano le due riserve con misure di prevenzione , ma anche con interventi di riduzione numerica attraverso catture con le gabbie ed abbattimenti “fino ad arrivare ad una densità-soglia che sia ritenuta accettabile dalle componenti sociali e sostenibile da un punto di vista ambientale”.

Osservazioni sul piano – ed in particolare sui risultati del censimento – sono state presentate nei mesi scorsi da Stefano Taglioli, coordinatore del gruppo fratino di Vasto e da Augusto De Sanctis. Perplessità sono state manifestate anche dal docente universitario vastese,  Andrea Mazzatenta.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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