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Vicenda Pulchra, la decisione tra un anno

Le richieste istruttorie non sono state accolte “perché vertono su circostanze già comprovate documentalmente o di carattere puramente valutativo e non contestate”. Con queste motivazioni il giudice Michelina Iannetta ha rigettato l’istanza di ammissione dei testi formulata dal legale della Sapi, avvocato Alessandro Orlando nell’ambito del procedimento civile avviato dall’imprenditore vastese Giovanni Petroro che, ritenendosi diffamato per la pubblicazione di un dossier sulla vendita delle quote Pulchra chiede un risarcimento di 250mila euro ad un attivista del Movimento 5 stelle, Angelo Del Lupo e al direttore ed editore del mensile “Vasto domani”, Giorgio Di Domenico.

Il giudice Iannetta ha quindi rinviato la causa al 31 ottobre 2023 per le conclusioni che ciascuna parte dovrà redigere. L’avvocato Orlando aveva indicato come testi il sindaco Francesco Menna, gli ex assessori Lina Marchesani e Giuseppe Forte, i dirigenti comunali Stefano Monteferrante e Vincenzo Toma e Adelina Di Pietro, la commercialista incaricata dal Comune di Vasto per la stima della quota pubblica della Pulchra Ambiente acquistata dalla Sapi.

Il contenzioso ruota intorno alla pubblicazione di un opuscolo allegato al numero di gennaio 2020 del periodico vastese, attraverso il quale Del Lupo ripercorre la vicenda relativa alla vendita delle quote pubbliche detenute nella Pulchra, la società che gestisce il servizio di igiene urbana, diventata completamente privata alla fine del 2018, dopo l’alienazione del pacchetto azionario del Comune, socio al 51% della società.

L’inserto pubblicato dal periodico “Vasto domani” ha ricostruito tutti i passaggi relativi alla cessione delle quote del Comune, una questione di indubbio interesse pubblico che ha fatto molto discutere in città. Del Lupo, autore del “libro bianco” , oltre a ripercorrere tutti i passaggi della vendita delle quote, si è anche lasciato andare ad una serie di considerazioni sulla inopportunità e sulle modalità con cui il Comune ha condotto l’intera operazione. Petroro, che ha avviato l’azione risarcitoria, si ritiene danneggiato per quella che definisce “una ricostruzione parziale ed imprecisa della vicenda, con l’utilizzo di espressioni diffamatorie, gravemente lesive della reputazione della società”.

Del Lupo e Di Domenico, dal canto loro, sono convinti delle loro ragioni e nel procedimento si fanno assistere dai legali di “Ossigeno per l’informazione”, un’associazione che si batte per la libertà di stampa, che ritiene “la pretesa risarcitoria sproporzionata per un giornale che diffonde poche copie (circa 500 abbonati) e che dispone di poche risorse”.

L’associazione ha assunto a proprie spese la difesa in giudizio di Del Lupo e di Di Domenico, tramite l’avvocato Andrea Di Pietro.

Anna Bontempo (Il Centro)

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