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Settimana decisiva per Pilkington e Denso

E’ questa una settimana decisiva per i colossi industriali di Piana Sant’Angelo.  Giovedì 15 aprile i sindacati provinciali e le rsu incontreranno li dirigenti di Pilkington Italia per discutere del piano industriale e dei progetti futuri. Lunedì 19 aprile sarà la volta della Denso. In entrambi i casi i sindacati intendono difendere gli stabilimenti abruzzesi chiedendo investimenti e progetti.

Sui contenuti dello strumento di programmazione, dei due colossi nelle sede di Piana Sant’Angelo c’è tanta attenzione e attesa. Da eventuali nuovi investimenti dipendono il futuro e le prospettive del territorio.

Alla Pilkington sembra essere stato scongiurato lo spegnimento di un forno Float. Il gruppo Nsg ha tuttavia parlato di tagli ed esuberi.

Alla Denso la concorrenza europea è spietata e i futuri investimenti potrebbero andare in Ungheria o in Spagna. “Questa fabbrica ha 48 anni”, ricorda Primiano Biscotti (segretario provinciale della Cisl).”Abbiamo vinto tante sfide, ora siamo pronti per la sfida del futuro e la produzione di motori elettrici o ibridi”.

I rappresentanti dei lavoratori sono in attesa di poter discutere con la dirigenza delle future produzioni. Il lavoro al momento non manca e il ricorso alla cassa integrazione è pressoché nullo.

I sindacati hanno più volte chiesto alla Denso di continuare ad investire in Abruzzo. “Nuovi investimenti sono indispensabili per la salute dello stabilimento”, ricorda Primiano Biscotti.

Biscotti non nasconde l’esistenza dello spauracchio della concorrenza estera. A Piana Sant’Angelo, Denso produce motorini di avviamento e alternatori, con circa 1.100 dipendenti. Bisogna adeguarsi a fronte della dismissione dei motori diesel che saranno sostituiti da motori ibridi ed elettrici, autorizzando investimenti ingenti in America e India.

A far più paura ai lavoratori dell’azienda abruzzese sono tuttavia i siti Denso in Europa. La Denso deve decidere dove investire. Spagna e Ungheria sono agguerrite concorrenti di San Salvo che comunque resta in pole.

I sindacati faranno dunque il possibile per produrre i nuovi motori a San Salvo. È in gioco anche il futuro dell’indotto. La situazione va monitorata e la politica deve fare la sua parte e invogliare chi investe a restare a San Salvo.

Paola Calvano

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