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I trabocchi diventano ristoranti, è polemica

Il centrodestra chiede il recepimento della legge regionale  che consente la trasformazione in ristoranti dei trabocchi, ma sull’argomento, fissato all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale in programma il 30 novembre alle 8.30 in videoconferenza, si registrano divergenze sull’impostazione e sull’iter da seguire. Il dibattito che si è aperto da alcuni giorni in città è sul futuro delle antiche macchine da pesca, elemento paesaggistico caratterizzante della nostra costa, dove sono presenti 15 trabocchi, alcuni dei quali già trasformati in ristoranti sul mare. Per Marco Marra, presidente della Commissione Assetto del Territorio e capogruppo del Pd che nei giorni scorsi ha convocato le organizzazioni di categoria e le principali associazioni presenti a livello nazionale, la discussione in aula è prematura.

Avevo invitato il centrodestra a soprassedere perché i lavori della Commissione non sono ancora conclusi”, spiega Marra, “non ha senso parlarne adesso, anche perché insieme al dirigente dell’urbanistica, Stefano Monteferrante stiamo anche verificando l’iter da seguire per il recepimento della legge: la strada migliore e più snella è il regolamento. Con una discussione ancora aperta l’iniziativa del centrodestra, oltre ad essere una forzatura,  appare strumentale e con finalità elettorali.  Mi auguro che l’argomento venga ritirato. In caso contrario saremo costretti a votare contro”.

Un invito, quello di Marra, destinato a cadere nel vuoto. “Non abbiamo nessuna intenzione di ritirare l’argomento”, dice  Edmondo Laudazi, capogruppo della lista civica Il Nuovo Faro, “pianificare e fissare le regole dovrebbe essere un obbligo della pubblica amministrazione. La legge regionale va recepita attraverso le modifiche al piano del demanio marittimo, adottando tutti quegli accorgimenti per ridurre le speculazioni. Lungo la costa sono presenti 15 trabocchi, di cui tre da ricostruire. Inoltre otto delle antiche macchine da pesca che caratterizzano il nostro paesaggio sono vincolate dalla Sovrintendenza. Recepire la legge regionale non significa trasformare tutti i trabocchi in ristoranti”.

L’argomento tiene banco anche tra le associazioni, alcune delle quali hanno già manifestato la loro contrarietà  alla trasformazione dei trabocchi in ristoranti delle dimensioni previste dalla legge regionale  n.7 del 10 giugno 2019. Cioè  fino ad un massimo di 160 metri quadri di piattaforma, 50 metri quadri per bagni, ripostigli ed eventuale cucina e  con una ricettività massima di 60 persone. Per il Forum civico ecologista “con il recepimento della legge regionale sui trabocchi la costa vastese subirebbe una radicale trasformazione che và nella direzione opposta della tutela ambientale, ecologica e paesaggistica”.

Anna Bontempo (Il Centro)

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