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Rifondazione Comunista sulla Sevel: “Febbo presenti il piano trasporti. R0 superiore a 1”

Mauro Febbo fa il cameriere delle multinazionali, ancora una volta i lavoratori vengono trattati come carne da macello, costretti a dover scegliere tra salute e lavoro. È il punto più basso della politica nazionale e regionale, prona agli interessi delle aziende, pronte a riaprire con il silenzio assenso dei prefetti.

La realtà è un’altra.  Il capo della Task Force regionale Alberto Albani ha dichiarato “Siamo ancora in Fase 1, probabilmente la situazione, tra alti e bassi, resterà così ancora per tutta la prossima settimana”. Che senso ha anticipare le aperture della Sevel e del suo indotto a lunedì 27 aprile?

Governo nazionale e Regione Abruzzo devono spiegare se i pareri delle task force medico-scientifiche valgono oppure no. Conosciamo bene la complessità e le difficoltà di raccogliere e costruire dati e analisi numeriche attendibili, per questo sarebbe necessario applicare un principio di precauzione e non sciocca avventatezza.

Per quanto si legge sugli organi di informazione, la Regione Abruzzo presenta un indice di contagio R con 0 superiore ad 1. È la prima regione in Italia, un preoccupante primato con 1,16 (più di Lombardia e Piemonte). Siamo ancora in fase crescente. Il virus in Abruzzo ha una maggiore capacità di diffondersi, in testa a tutte le altre regioni. L’indice di contagio in Italia si aggira intorno a 0,7 (un valore di R0 minore di 1 indica una fase decrescente) ma come si comprende facilmente è un dato medio, per questo serve un piano nazionale per le riaperture che tenga conto delle differenze, serve accurata programmazione: il contrario di deroghe, ordine sparso, silenzio assenso, improvvisazione.

I ritardi per avere il tampone e l’attesa per le risposte sono davvero troppo lunghi, a volte le risposte giungono dopo oltre 2 settimane, e non riguardano solo asintomatici ma anche il personale sanitario, anche chi ha sintomi. Significa che non riusciamo a bloccare la catena dei contagi in tempo, anzi mettiamo a rischio famigliari e pazienti, da lunedì colleghi di lavoro.

Particolare sofferenza si riscontra nella Asl Chieti-Lanciano-Vasto. Il sindaco di Lanciano ha definito la problematica dei tamponi “importante e grave”. Lanciano è il principale comune del bacino Sevel.

L’istituto Superiore di Sanità afferma che per abbassare l’indice R con 0, oltre al distanziamento sociale, si può agire per ora su un solo parametro cioè quello della catena dei contatti. Occorre l’immediata diagnosi/identificazione della persona infetta. In Abruzzo i numeri dicono che oggi non siamo capaci di farlo al meglio.

Il “supermacchinario” in grado di processare 2400 tamponi al giorno, annunciato in arrivo a Pescara da 2 settimane, necessiterà di altri 15/20 giorni, dal suo arrivo a destinazione, per i settaggi prima di essere operativo.

Cosa accadrebbe se lavoratori Sevel spostandosi (6000 ogni giorno, più l’indotto, più le ditte esterne di servizi) dovessero contrarre il virus e poi riportarlo nelle loro comunità, nei loro comuni? L’assessore Mauro Febbo e la struttura sanitaria regionale possono garantire a partire da lunedì 27 aprile il monitoraggio tempestivo e l’isolamento rapido di eventuali nuovi focolai? Lunedì 27 non saremo in grado di dare questa garanzia neppure al personale sanitario, quelli che ci salvano la vita, che dovrebbero ricevere l’esito tamponi entro 36 ore secondo le circolari ministeriali.

Solo una classe politica zerbina di Confindustria in queste condizioni può consentire deroghe o riaperture con il meccanismo del silenzio assenso. La situazione è evidentemente sfuggita di mano. Gli elicotteri per controllare runner e grigliate, interdizione di strade e lungomare, ma nessuno si pone il problema di come i lavoratori dovrebbero raggiungere i luoghi di lavoro in sicurezza.

Dove sono i piani del trasporto pubblico locale in Abruzzo per raggiungere la Sevel e l’indotto? Quante corse sono previste? In quali orari? Con quali mezzi e quale personale? E per i lavoratori provenienti dal Molise?

Il lavoro è carne viva, non è solo Pil, export e profitti. Solo la piena sicurezza dei lavoratori difende la comunità dal contagio.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale PRC-SE

Marco Fars, Segretario regionale PRC-SE Abruzzo

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