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“La biblioteca Mattioli trasferita all’Aragona? Un’ottima idea se …”

Come fulmine a ciel sereno è venuta fuori la delibera che incarica i dirigenti comunali a predisporre gli atti per trasferire la Biblioteca Mattioli alle Scuderie Aragona. Tralasciamo la curiosità di molti su come verrà utilizzato il palazzo Mattioli in corso de Parma dopo il trasferimento. Al momento ci sono solo ipotesi non confermate.  Andiamo invece sul tema centrale della scelta del Comune: come verrà organizzato il “Polo Bibliotecario Innovativo”?

Se l’Aragona servirà solo per sistemare meglio – su uno spazio maggiore – il materiale esistente e gli archivi privati di grandi famiglie in attesa di donazione, il beneficio per la Città non sarà molto. Se invece si amplia la gamma dei servizi e delle attività del “Polo Bibliotecario Innovativo”, il beneficio per la Città potrebbe essere enorme.

Bisognerebbe solo “copiare” ciò che fanno all’estero, nulla di più.

In Europa, anche in città piccole come la nostra, si trovano sempre biblioteche molto vive e attrezzate che funzionano come “punto di raccolta” della storia locale. Vale a dire strutture che reperiscono sul mercato (su ebay, o antiquari), materiale antico di interesse locale o materiale nuovo man mano che esce (come periodici e giornali, video su temi locali, cd musicali locali, manifesti e brochure, cartoline d’epoca e via dicendo).

In altre parole, non biblioteche che catalogano solo “quello che arriva”, ma biblioteche “che cercano” ciò che serve a ricostruire la storia locale anche contemporanea. Il tutto ovviamente organizzato in diverse sezioni.

Un esempio. Se un ricercatore cerca materiale sulla storia musicale di Vasto, esiste da noi in biblioteca una sezione con tutte le edizioni del Festival di Vasto, Festival delle Sirene, storia dei cori, dei cantanti e bands locali, dei concerti, registrazioni, dischi, cd, video, e via dicendo? No, non esiste.

Allora il nuovo obiettivo del “Polo Bibliotecario Innovativo” potrebbe essere, come si diceva,   quello di recuperare tutto ciò che ha rilevanza storica a livello locale, materiali di tutti i tipi.

E visto che l’informatica offre grandi vantaggi a ciò si potrebbe aggiungere anche un vasto archivio digitale, ben organizzato tipo http://www.vastospa.it di Michele Spatocco (Cinisello) o http://vastesiworld.org/?lang=it di Franco Smargiassi (Perth).

Non solo. La biblioteca potrebbe essere anche un vero e proprio “centro culturale”, con propri cicli di conferenze, presentazione libri locali, piccoli concerti, convegni di esterni e attività varie.

Addirittura si potrebbe prevedere il cosiddetto il Memoir Writing Club, un gruppo formato da persone che vogliono raccontare la loro storia o quella della comunità, producendo documenti utili in futuro per la storia del territorio. A quest’attività è collegata anche la genealogia, perché frequente è la richiesta da parte di cittadini che vogliono ricostruire l’albero genealogico di famiglia.

Ma forse sono andato un po’ troppo oltre. Buon lavoro a tutti.

Nicola D’Adamo

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