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Duecento firme in poche ore contro il cimitero ai privati

Con un gazebo in strada per dire no alla privatizzazione del cimitero. Il Movimento 5 stelle ha scelto piazza Diomede per raccogliere le firme contro il provvedimento deciso dall’amministrazione comunale, in procinto di indire l’appalto per la gestione di sepolture, tumulazioni, manutenzione del verde, disinfestazione e di eventuali interventi straordinari, al costo di 350mila euro per tre anni, con la convinzione che sia questa la strada giusta per risparmiare e migliorare i servizi cimiteriali. All’appuntamento con la cittadinanza c’erano tutti i rappresentanti del M5S, dai consiglieri comunali Dina Carinci e Marco Gallo, al senatore Gianluca Castaldi, alla deputata Carmela Grippa e al consigliere regionale Pietro Smargiassi. Sono state raccolte circa 200 firme.

“Non sono poche se si considera che siamo rimasti in piazza  tre ore”, attacca Dina Carinci, “ma è solo l’inizio perché è nostra intenzione continuare la raccolta nei prossimi giorni, ma soprattutto sensibilizzare i cittadini che si sono avvicinati con interesse al gazebo. Non siamo d’accordo con la privatizzazione o con la esternalizzazione, come preferisce il sindaco Francesco Menna,  il quale evidentemente ama disquisire sui termini. Quel che conta è che il Comune non vuole più gestire i servizi cimiteriali, di cui non riesce a garantire qualità e legalità,  regalando ai privati utili che, con una gestione attenta, potrebbero restare nelle casse comunali”.

Sul significato della raccolta di firme organizzata proprio mentre il Comune si accinge ad indire la gara d’appalto, i pentastellati sono categorici.

“La nostra è una azione dimostrativa”, precisa la consigliera Carinci, convinta, al pari del collega Gallo, che le cifre fornite in conferenza stampa dall’assessore Gabriele Barisano siano diverse dai dati scritti in bilancio.

”Barisano ci ha invitato a fare un accesso agli atti per conoscere i costi ed i ricavi del cimitero”, dicono gli esponenti del Movimento, “ci siamo già informati consultando la relazione dei revisori dei conti al bilancio consuntivo 2017.  I numeri sono diversi rispetto a quelli dati dall’assessore che farebbe meglio a comunicare per iscritto costi, ricavi e fonte dei dati. Siamo stanchi dei numeri al lotto”.  

L’amministrazione è convinta che con la esternalizzazione – il cui importo è di 110mila euro l’anno al ribasso – sarà possibile risparmiare, visto che nel 2017 l’ente ha speso 135.890.000, mentre la spesa  per il 2016 è stata di 119.791.000 euro.  Di tutt’altro avviso è l’opposizione consiliare contraria all’ennesima privatizzazione.

Anna Bontempo  (Il Centro)

 

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