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Celenza sul Trigno, resta la guardia medica

Resta aperta la guardia medica di Celenza Sul Trigno. Il presidio sanitario, destinato a chiudere inizialmente insieme a quelli di Scerni, Cupello, Palena, San Vito e Quadri, continuerà a funzionare, anzi sarà potenziato con un presidio di 118 H24 a Torrebruna, dotato anche di eliporto e di un’auto medicalizzata H24 a Carunchio. Il servizio sanitario che avrebbe dovuto chiudere i battenti in base al provvedimento della Asl che fa riferimento agli standard nazionali (una postazione medica ogni 3.500 abitanti), continuerà a funzionare. Una vittoria per il piccolo comune dell’Alto Vastese che si accingeva, insieme agli altri, a presentare ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento di riordino della rete di emergenza-urgenza.

“Un eccellente risultato  è stato  incassato dall’amministrazione comunale capeggiata dal sindaco Walter Di Laudo nella dura battaglia per la salvaguardia del presidio di continuità assistenziale”, commenta il gruppo consiliare Uniti si rinasce, “un risultato per tutti i cittadini residenti in queste zone, troppo spesso dimenticati da istituzioni e politica. La guardia medica resta una realtà a Celenza sul Trigno, insieme ad un potenziamento dei servizi sul territorio, che garantiscono allo stesso un presidio di 118 H 24 a Torrebruna, dotato anche di eliporto ed un’auto medicalizzata H24 a Carunchio a supporto dell’ambulanza di Torrebruna. Tutto questo è stato raggiunto grazie ad una fortissima convinzione di ragionare come  territorio, senza alcun pregiudizio campanilistico”.

Per le altre postazioni di guardia medica la chiusura è inevitabile. Molte le proteste per i tagli operati dalla Asl che ha comunicato la cancellazione del .servizio di continuità assistenziale con una nota del 29 settembre inviata ai sindaci dei comuni interessati. Gli abitanti di Scerni fanno capo a Casalbordino, quelli di Cupello a San Salvo. Per raggiungere le sedi dovranno affrontare disagi legati agli spostamenti che in alcuni casi sono particolarmente difficoltosi, sia per via dei collegamenti, sia per la neve durante il periodo invernale.

Il tentativo estremo ora è il Consiglio di Stato a cui i comuni del Vastese hanno deciso di rivolgersi dopo che il Tar ha respinto il loro ricorso sul presupposto che “la riduzione delle guardie mediche è corretta, in base al criterio di calcolo utilizzato”.

             Anna Bontempo (Il Centro)

 

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