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Cibi e reflusso gastroesofageo

Per reflusso gastroesofageo si intende quella condizione in cui il contenuto dello stomaco risale nell’esofago. Nei soggetti sani si possono avere in media 1-4 episodi/ora durante le tre ore successive al pasto, si tratta di un reflusso poco acido, breve e poco avvertito. Quando il fenomeno diventa più frequente o si accompagna a sintomi, allora si hanno disturbi e si parla di “malattia da reflusso gastroesofageo”. Questo disturbo si manifesta preferenzialmente tra i 30-50 anni e la probabilità di comparsa aumenta con l’età. Normalmente il cibo ingerito passa, attraverso l’esofago, all’interno dello stomaco e poi nell’intestino. Nei pazienti con reflusso gastroesofageo lo sfintere esofageo inferiore si rilascia quando non dovrebbe e cibo e succhi gastrici risalgono dallo stomaco all’esofago.

I fattori che possono favorire in modo diverso il reflusso gastroesofageo sono:

  • Predisposizione familiare e genetici;
  • Sovrappeso e obesità
  • Diabete mellito
  • Fumo
  • Gravidanza
  • Erina iatale
  • Dieta alimentare squilibrata e scorretta
  • Farmaci che infiammano l’esofago come i FANS
  • Abitudini di vita

L’esofago non è provvisto di sistemi di protezione contro l’acido cloridrico e quindi l’irritazione dell’epitelio dell’esofago causa quelli che sono i sintomi più frequenti definiti “tipici” come il bruciore nella parte alta dell’addome e a livello retrosternale e il rigurgito acido. Il bruciore si manifesta di solito nelle ore dopo i pasti, ma può presentarsi anche di notte. Poiché il reflusso può interessare anche la faringe, laringe e polmoni ne consegue che i sintomi possono essere anche extraesofagei, questi sono definiti “atipici” e sono:

  • Faringite
  • Laringite cronica
  • Bronchiti cronica ed asma bronchiale
  • Laringospasmo
  • Dolore toracico non cardiaco

Le complicanze del passaggio continuo di questo liquido in esofago può provocare un danno alla mucosa che provoca erosioni, ulcere, sanguinolento  ecc. Un’opportuna dieta ed un adeguato stile di vita sono la terapia iniziale per il reflusso gastroesofageo:  riduzione del peso corporeo, evitare il fumo e gli alimenti che potrebbero peggiorare l’acidità. Alcuni consigli: mangiare lentamente, fare almeno 5 pasti al giorno, ridurre le porzioni, evitare cibi grassi, insaccati, soffritti, vino bianco, superalcolici, formaggi stagionati, cacao, tè, caffè, agrumi, bibite gassate, pomodoro, fumo di sigaretta. Il latte tampona l’acidità dello stomaco, ma essendo ricco di grassi può rallentare la digestione e alla lunga favorire il disturbo. Non indossare indumenti troppo stretti e evitare di coricarsi subito dopo aver mangiato.

I cibi consigliati sono mela, banana, cavoli, piselli, fagioli, broccoli, pane, riso raffinato o integrale, carne magra, petto di pollo, pesce fresco, patate al forno. Uno stile di vita corretto può ridurre la sintomatologia nel 20-30% dei casi di reflusso gastroesofageo.

Dr.ssa Manuela Di Silvio
Consulente nutrizionale- Farmacista
Rif. Pag. fb Dr.ssa Manuela Di Silvio
Nutrizione consulenza

 

 

 

 

 

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