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Unità e compattezza, il centrodestra si è presentato alla città. La svolta si chiama ‘primarie’

Ha avuto inizio con un minuto di raccoglimento in onore delle vittime della strage di Parigi di ieri sera la prima uscita ufficiale del centrodestra compattato dopo l’annuncio nei giorni scorsi dell’accettazione del ricorso alle primarie per la scelta del candidato sindaco da parte di Massimo Desiati e C.

In una sala convegni della Società operaia di mutuo soccorso nella quale si sono rivisti volti già noti del centrodestra vastese è stato Davide D’Alessandro ad introdurre l’incontro con la lettura della seguente dichiarazione di intenti, sottoscritta dai rappresentanti di tutte le componenti della coalizione:
“La consapevolezza di dover intervenire per restituire alle donne e agli uomini di Vasto un sentimento di utile appartenenza alla comunità cittadina è un dovere morale di chi si propone di amministrare la città. L’obiettivo per il quale abbiamo trovato una sostanziale e autentica unità di intenti è dl provocare una netta discontinuità nell’atteggiamento di mediocrità che ha contraddistinto gli ultimi anni di amministrazione.

Superate le divisioni (anacronistiche e non più sostenibili di fronte alla decadenza della città), siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità per garantire a Vasto un radicale cambiamento di rotta. Per questo motivo abbiamo individuato nelle Primarie lo strumento in grado di assicurare una scelta democratica e partecipata del candidato Sindaco, impegnandoci ad onorare fino in fondo la volontà che i Vastesi manifesteranno. Vastesi, noi ci siamo uniti. Unitevi a noi”.

Già dalle prime parole, dunque, ha riecheggiato quel termine ‘unità’ che sarà il filo conduttore di tutti gli interventi che si sono susseguiti. Emblematici quelli di Giuseppe Tagliente e Massimo Desiati, seduti l’uno accanto all’altro secondo i crismi della migliore comunicazione, sollecitati sul superamento di quelle divergenze che per molto tempo hanno contraddistinto il loro rapporto.

“L’interesse generale – ha detto il presidente emerito del Consiglio regionale d’Abruzzo – deve prevalere su qualsiasi altra distanza. Di fronte ad una città che va in malora ci siamo guardati negli occhi e abbiamo ritenuto di discutere su un metodo, oltre il programma, che potesse dare alla fine il risultato di portare all’unità. Tutte le persone a questo tavolo hanno dimostrato una prova di grande maturità. Ci sono momenti nella storia che il mondo evolve e bisogna riposizionarsi in esso. Ora dobbiamo lavorare insieme per dare a questa città un governo sostenibile e un nuovo modello di sviluppo”.

Per, a questo punto, l’ex portavoce di Vastoduemilasedici, la risposta a che cosa fosse accaduto per determinare i passaggi che si sono verificati era già ricompresa nei punti elencati nella dichiarazione di intenti. “Come è possibile chiedere l’unità di una comunità se non si è di esempio – ha detto Desiati – e noi oggi lo siamo per il tramite degli intendimenti dichiarati”.

“A Vasto si tratta di ricostruire – ha aggiunto non lesinando stoccate alla maggioranza di centrosinistra – in termini di politica amministrativa, una strategia che sia composta di programmazione e non di quotidianità, portata avanti non da amministratori di condominio ma da amministratori pubblici”. Il tutto prima di un nuovo richiamo all’unità e alla compattezza.

Grande merito del dialogo instaurato tra le varie parti è stato attribuito ad Antonio Prospero, il quale ha ricordato come tutto sia partito in maggio, ovvero da “quando parlando con alcuni amici abbiamo alimentato la logica di mettere tutti insieme attorno a un tavolo per fare la cosa migliore per l’interesse di questa città. Se siamo arrivati ad essere alternativi a questa amministrazione dobbiamo metterci insieme. Abbiamo trovato la disponibilità di tutti a mettere al centro la città e i cittadini”.

“E’ importante sottolineare – ha tenuto a precisare – come sia un risultato ottenuto da noi vastesi senza interferenze esterne. Le città vicine sono tutte della stessa connotazione politica il che ci consentirà di avere una forza rilevante”.
Non poteva che esprimere soddisfazione, e molta, Forza Italia attraverso le parole del capogruppo nell’Aula Vennitti Guido Giangiacomo, il quale ha sottolineato come il suo partito è “tutto orientato a questo strumento (le primarie, ndr)” nella speranza che quanto sta accadendo a Vasto possa “essere un volano, un esempio anche per altre realtà”.

“Il meccanismo delle primarie – ha aggiunto – non è avulso dal centrodestra visto che l’allora PdL lo ha già adottato in alcune realtà stilando anche un regolamento”. Quello di Vasto è per Giangiacomo “un percorso dovuto che finalmente è stato centrato”.

Soddisfazione piena l’ha espressa anche il collega Antonio Monteodorisio “per l’obiettivo raggiunto delle primarie e per l’unità del centrodestra che auspichiamo da tempo”; ma non solo anche “per il fatto che al centro dell’attività politica ci sarà il cittadino protagonista del proprio futuro”. Anche egli ha accentato il senso di responsabilità di tutti e l’importanza dell’unità: “sono convinto – ha chiosato – che chi vincerà queste primarie vincerà anche le elezioni comunali a Vasto”.

Etelwardo Sigismondi, capogruppo di Fratelli d’Italia ha accolto “con soddisfazione la scelta di dare vita alle primarie che fanno di Vasto un laboratorio politico del centrodestra a dimostrazione che la classe dirigente di Vasto è lungimirante ed ha saputo rispondere nel modo migliore alle richieste dei nostri cittadini”.

Unità e compattezza sono stati al centro anche degli interventi di Massimiliano Zocaro (Vasto 2.0), che ha già ufficializzato la sua candidatura alle primarie, e Stefano Suriani (Fo&Pa). Incoronata Ronzitti ha evidenziato che “se siamo qui è perché siamo riusciti, con difficoltà e sofferenza, a stare seduti tutti insieme a un tavolo per il solo interesse del bene comune e non era un fatto semplicistico e scontato”.

L’intervento di chiusura è stato demandato a Francesco Piccolotti (Udc) che ha definito la scelta delle primarie come “la più logica che si potesse fare per dare una risposta a chi chiede e chiederà una classe dirigente alternativa a questa città. Si è semplicemente corretto l’errore maturato in questi anni che ha ridotto una partita elettorale ad una partita ad armi impari”.

Nei prossimi giorni il comitato ad hoc stilerà il regolamento che detterà le regole delle primarie che presumibilmente si terranno in primavera visto che con ogni probabilità le elezioni slitteranno a metà giugno. Si dovranno definire il numero dei candidati possibili, il luogo delle primarie, il numero di firme necessarie a sostenere la candidatura e via discorrendo.

Luigi Spadaccini

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