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Un’area verde antistante il portale di San Pietro che va tutelato e risanato

Sarà molto utile ritornare a discutere e sollecitare l’amministrazione Lapenna affinché, dopo il grande flusso turistico e dei vastesi in questa torrida estate su via Adriatica come isola pedonale, si ritorni a prendere alcune decisioni per il miglioramento e per la tutela di un’area pubblica di grande e inestimabile valore storico, culturale, archeologico, ambientale. Via Adriatica in questi giorni è stata oggetto di un intervento del decano dei giornalisti vastesi Giuseppe Catania che molto bene ne ha descritto gli aspetti positivi, e critici al tempo stesso. Il giornalista ha fatto una puntualissima ricognizione delle reiterate sollecitazioni pubbliche che il sottoscritto da anni ha suggerito alla amministrazione, ma che non hanno trovato puntuale accoglienza. Eppure una voce, la mia, certamente fuori dal coro unanimistico del cortigiani della politica in generale, ma che pure ha sostenuto al ballottaggio questo “centro sinistra”.

Comunque alle domande poste dal giornalista, che si racchiudono nelle seguenti: “chi e come tutelare e risanare il Portale di San Pietro visibilmente degradato e lasciato alla incuria del tempo e degli uomini e che rischia di crollare? Chi dovrà occuparsi di ricostruire una area verde antistante il portale per alleggerire quell’area dal massiccio peso di tonnellate circa 500 che impedisce alle acque piovane di essere assorbite dai terreni e dalle piante onde evitare scivolamenti e rovinose frane? Chi dovrà tutelare e prevenire le ondate di deiezioni canine scaricate sulle colonnine della passeggiata marciapiede? Ed infine, ma non ultima, la storia degli eccessi dei gruppi musicali che fino a notte inoltrata esercitano fragori assordanti di Piazza Caprioli; e di Via Pampani che ancora resta una trascuratissima strada del centro: caos indisturbato di auto in permanente divieto di sosta, buio pesto come punti luce.

Io penso che la cosa più importante da fare sia per adesso prendere coscienza della sostituzione della attuale area antistante il Portale di San Pietro con una area tutta verde per evitare che piogge sempre più impetuose scivolino dalla superficie attuale, (costituita da enormi basole), nella zona sottostante, rischiando scivolamenti e frane – (come accaduto già qualche anno con i pali scardinati al di sotto della passeggiata archeologica tuttora ferma dal punto di vista dei lavori e chiusa al pubblico). Qualcuno potrebbe obiettare che i costi sarebbero elevati per lo smantellamento! Io rispondo che i costi sono a zero poiché si possono tranquillamente smantellare con l’ufficio servizi e recuperare le basole di pietra di trani per cordoli e marciapiedi.

Un habitat bene pubblico da curare, da tutelare, e da proteggere risulta la ricchezza storica di questa città, come da anni andiamo ripetendo. Come naturalmente la nostra proposta di impedire alle auto di sostare in Piazza del Popolo. Significherebbe restituire il paesaggio marittimo ai vastesi e ai turisti, dare valore alla facciata di palazzo d’Avalos e proseguire una passeggiata archeologica naturalistica fino alle terme romane, oscurate da una scarsissima illuminazione e dalla distruttiva sosta delle auto che caoticamente occupano uno spazio di grande pregio e rilevanza turistica ambientale storica. Non posso non aggiungere una idea da tempo lanciata dal sottoscritto che molti vastesi attendono da tempo: abbattimento della Arena delle Grazie, opera attualmente inadatta, inutile, costosa alle casse comunali, oltreché con un grave carico di tonnellate che insistono su quella zona fragile; sostituire ad essa una area completamente verde e che si colleghi alla attuale area archeologica detenuta dal Fondo Ambiente Italia. Direi che con pochissime risorse tutto questo potrebbe realizzarsi in brevissimo tempo e essere pronti per la nuova stagione primaverile e estate.

In fondo alla osservazioni e suggerimenti una critica severa nei riguardi degli uffici urbanistici che da anni evitano controllo e vigilanza sui misfatti urbanistici che nel silenzio e nella connivenza hanno fatto strame di norme e omicidi di paesaggio e ambiente, oltreché danni ai terzi come nel recente e famigerato caso del centro storico di Via Osidia, dove una illegale costruzione appare visibile come un mostro di cemento, che per fortuna- e vedremo in seguito cosa accadrà,- almeno questa volta gli uffici urbanistici ne hanno ordinato l’abbattimento di alcune opere realizzate artatamente e subdolamente!

Ivo Menna

 

 

 

 

 

 

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