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Deriva petrolifera, sì a quattro nuovi pozzi di estrazione di fronte le coste di Vasto

Non si ferma la rincorsa alla deriva petrolifera nel mare Adriatico antistante le coste teatine, già sospinta dall’approvazione della Strategia energetica nazionale messa a punto dall’allora ministro del Governo Monti Corrado Passera e che ora trova nuova propulsione dalle scelte dell’esecutivo targato Matteo Renzi.

Infatti, dopo il parere positivo ai 6 pozzi di Ombrina Mare 2, la Commissione VIA-AIA nazionale ha espresso parere positivo ai 4 pozzi della piattaforma Rospo Mare della Edison a soli 11 miglia (poco più di 20 Km) dalle coste di Vasto e il 15 aprile scorso i ministri dell’Ambiente e dei Beni culturali hanno firmato il relativo Decreto (nella cartina la collocazione dei quattro pozzi)

A denunciare l’accaduto è ancora una volta il Forum dell’acqua che attacca pesantemente il governo Renzi: “Questa decisione la dice lunga sulle intenzioni del Governo di regalare ai petrolieri il futuro del mare Adriatico a scapito degli interessi dei cittadini e dell’economia locale”.

La Edison avrà una concessione di ben 25 anni e controllerà i pozzi da remoto, ovvero senza creare alcuna occupazione.

Con il parere positivo per Rospo Mare sono tre gli insediamenti petroliferi previsti entro le 12 miglia (circa 24 km) dalla costa (il limite che era stato fissato ad esempio dal ministro Stefania Prestigiacomo) mentre gli stessi americani in California prevedono una distanza di ben 160 km dalla costa e in Florida addirittura 200km.

Quello di fronte la città di Vasto è però il primo ad ottenere il Decreto ministeriale: gli altri due, ovvero Elsa 2 della Petroceltic, che prevede un pozzo esplorativo a 7 km dalla spiaggia di Lido Riccio ad Ortona, e Ombrina Mare della Rockhopper, che prevede massimo 6 pozzi estrattivi a 6 km dalla costa di S. Vito chietino, entrambi con parere VIA-AIA positivo, sono in attesa di riceverlo.

Insomma, come dicono gli aderenti al Forum “Praticamente è coperto tutto il fronte della costa teatina, con un progetto a nord, uno al centro e uno al sud. Il commissario governativo chiamato dallo stesso Ministero dell’Ambiente a varare il perimetro del parco nazionale della costa teatina rischia di far nascere un’area protetta con tanti buchi e trivelle attorno, un’idea piuttosto involuta di protezione dell’ambiente in salsa petrolifera”. Il Commissario De Dominicis che sta definendo le norme di salvaguardia del Parco proprio in questi giorni.

Accendendo i riflettori sul fatto che “il Decreto, a nostro avviso, contiene numerose criticità procedurali e di contenuto”, il Forum torna a sollecitare la Regione Abruzzo e gli enti locali, Comuni in primis, perché ricorrano immediatamente al Tribunale Amministrativo impugnando il decreto, e ci sono solo 60 giorni per farlo, ed i cittadini perché continuino a mobilitarsi “per evitare un futuro color nero petrolio all’Adriatico”.

Intanto a Casalbordino il 24 aprile, proprio con i rappresentanti del forum, e a Vasto, alla Grotta del Saraceno il 25 aprile, con i parlamentari del M5S e gli ambientalisti, sono in programma due eventi contro la petrolizzazione dell’Adriatico, in attesa della grande manifestazione a Lanciano del 23 maggio prossimo.

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