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“Su Via D’Amelio non c’è ancora verità”

“Sulla strage di via D’Amelio non c’è ancora verità. Le verità sono sconvolgenti ma necessarie e allora ogni giorno bisogna chiedersi di fare giustizia. Questa democrazia è fragile perché non c’è verità. A 23 anni dalla morte di mio fratello Paolo, voi che allora non eravate ancora nati, siete i custodi della sua eredità e siete il futuro”. Con queste parole Rita Borsellino, sorella del magistrato ucciso dalla mafia, ha salutato gli studenti degli istituti superiori che si sono ritrovati all’Itset “Palizzi” per l’incontro organizzato dall’Università delle Tre età sul tema della promozione della legalità.

“Quando andai a cercare mia madre subito dopo l’attentato, temevo di trovare una donna anziana distrutta. Invece, pur avendo appena perso il figlio, mi diede uno dei più grandi insegnamenti della mia vita. Mi disse che Paolo non c’era più ma di non pensare a lei, piuttosto di andare a cercare le madri di quei ragazzi per consolarle. Quei ragazzi erano la scorta di mio fratello” racconta commossa l’ex europarlamentare e deputata. “Paolo sapeva che prima o poi sarebbe stato ucciso ma quegli agenti forse non avevano la stessa consapevolezza. Nelle commemorazioni ufficiali si parla della scorta o per ricordarli si tirano fuori imbarazzanti foglietti. Hanno dei nomi. Erano figli di madri che li hanno persi giovanissimi, sono i miei figli. Io li ricordo uno ad uno, Agostino che era a casa quel giorno a imbiancare le pareti ed era tornato a lavoro, Claudio, Emanuela che voleva fare la maestra ma vinse il concorso in Polizia al posto della sorella, Vincenzo e Walter” ricorda.

“Paolo è sempre stato il mio esempio, sin da bambino batteva i pugni sul tavolo contro le ingiustizie. Nella Palermo del dopoguerra nella quale siamo cresciuti, ci dicevano che la mafia non esiste. Oggi voi giovani avete la possibilità di conoscere, sapere, informarvi e soprattutto di scegliere. Sappiatelo fare” conclude Rita Borsellino.

Sul palco, con la Borsellino, Margherita Giove e Stefania Siviero dell’Unitre, il giornalista Ettore Zanca, le classi III C Tur e III B Gec dell’Itset “Palizzi”, III B e V A dell’Itis “Mattei”, IV e V E del Liceo Scientifico “Mattioli” e III C Liceo delle Scienze umane e II A Liceo Classico dell’Iis “Pudente Pantini”.

Simona Andreassi (il centro)

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