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Chiude la casa di riposo Sant’Onofrio di Vasto. Il sindaco Lapenna ieri ha emesso l’ordinanza.

Erano gli inizia di agosto quando scoppiò la bomba della probabile chiusura della Casa di riposo Sant’Onofrio di Vasto, che dal 30 luglio del 2003 è divenuta struttura socio-assistenziale per esercitare servizio di assistenza ad ospiti autosufficienti e parzialmente autosufficienti.

Ieri il sindaco di Vasto Luciano Lapenna ha emanato la ordinanza sindacale 144 del 2015 con la quale “ordina

1) il trasferimento delle attuali ospiti — compatibili con il setting generale offerto dalla “Casa di Riposo di Vasto Sant’Onofrio” — in altre strutture entro 10 (dieci) giorni dalla notifica della presente ordinanza;

2) la chiusura dell’attività “Casa di Riposo di Vasto Sant’Onofrio” ex I.P.A.B. (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) – svolta all’interno della struttura ubicata nel Comune di Vasto in località Sant’Onofrio ed affidata attualmente alla gestione dell’Organismo Straordinario – entro 20 (venti) giorni dalla notifica della presente ordinanza al fine di permettere di portare a termine tutte le attività amministrative gestionali interne della struttura “Casa di Riposo di Vasto Sant’Onofrio”.

Un epilogo che tutti si aspettavano nonostante le vibranti proteste occorse in questi mesi con famigliari degli ospiti della casa e operatori (ben 17) giunti anche nell’aula consiliare per manifestare, peraltro civilmente, il proprio dissenso.

Tutta la vicenda ha preso il via da una nota del 05/7/2014 — prot. n. 38/210 (116) trasmessa al Comune di Vasto dal Nucleo NAS Carabinieri di Pescara con una relazione con “allegati due verbali di ispezione operata in data 20 e 21/5/2014 congiuntamente dallo stesso Nucleo e dal personale del Distretto Sanitario di Base di Vasto e del Dipartimento Prevenzione della ASL Lanciano — Vasto – Chieti nella struttura;

quindi le contestazioni sulle carenze strutturali rilevate dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Chieti in data 09/7/2014, meglio specificate con successiva nota del 17/7/2014 —prot. n. 6033 — con la quale il Comando trasmetteva “all’Organismo Straordinario dettagliata elencazione circa le contravvenzioni alla normativa in materia di sicurezza accertate, le prescrizioni impartite al fine di regolarizzare le situazioni riscontrate, fissati i tempi di regolarizzazione strutturale, il tutto finalizzato a fare cessare immediatamente l’attività svolta e per tutto il tempo necessario alla regolarizzazione ed eliminazione dei pericoli per la sicurezza degli ospiti e dei lavoratori della struttura, impartendo la “sospensione immediata e provvisoria dell’attività”, ai sensi del D. LOS. 758/1994, art. 20”;

per finire con “l’esito della valutazione multidimensionale del Distretto Sanitario di Base di Vasto” che rilevava come “su 56 ospiti presenti nella casa di Riposo San’Onofrio solo per n. 9 anziani è stato ritenuto appropriato il setting assistenziale offerto dalla struttura ricettiva, mentre per i rimanenti 47 è stata ritenuta necessaria l’accoglienza in strutture quali RSA e/o RA”.

Nonostante alcuni interventi già eseguiti, dunque, a seguito dell’ordinanza sindacale tutti i pazienti della struttura sono stati o devono essere collocati in altre strutture in attesa di due passaggi fondamentali (almeno secondo quanto desumibile dal documento, ma non necessariamente corrispondente alla realtà dei fatti a venire): il primo l’adeguamento strutturale rispondente ai criteri richiesti dalla normativa vigente. Come ben sappiamo su questo punto delicatissimo abbiamo assistito a una dura battaglia anche tra maggioranza e opposizione soprattutto sul come reperire i famosi 300 mila euro necessari che secondo il centrosinistra dovrebbe accollarsi la Regione Abruzzo, secondo la tesi che l’immobile è sì di proprietà del Comune, ma la gestione è esclusivamente della Regione tramite l’organismo straordinario (ma D’Alfonso e C. hanno sempre fatto orecchie da mercante); mentre per le minoranze il Comune di Vasto poteva anche anticiparli, in attesa di dirimere la questione competenze, ricavandoli da una variazione di Bilancio.

Il secondo punto la necessità di riconvertire (parola tanto di moda di questi tempi all’assessore regionale Paolucci) la struttura del Sant’Onofrio. Intanto, però, in barba a promesse ed impegni, la struttura chiude i battenti e in pochi credono a una sua riapertura tant’è che il popolo del web pensa già a una mobilitazione di piazza.

“Una decisione presa a malincuore – commenta il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte – ma ponderata e vagliata attentamente, dopo aver atteso invano risposte concrete da parte dell’ASP n.1 di Chieti (competente) e della Regione Abruzzo che aveva assicurato fondi per la ristrutturazione dell’antico Convento concesso gratuitamente dal Comune alla Casa di Riposo che da sempre opera nel nostro territorio. Infatti fu istituita con Decreto emanato da Vittorio Emanuele II nel lontanissimo 1875”.

L. S.

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