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Piano demaniale: aumenta le superfici edificabili, consente di recintare i lidi e cancella l’obbligo del 20 per cento di spiagge libere

Il Piano demaniale marittimo approvato ieri subisce il primo attacco. Infatti, se da una parte mostrano più di una soddisfazione le associazioni degli operatori turistici, dall’altra sono quelle ambientaliste a puntare il dito contro il piano. In particolare WWF, Marelibero, Italia Nostra e Legambiente dicono che “Se concertazione c’e’ stata e’ solo quella con i balneatori non di certo con le associazioni”.

“In assoluta controtendenza – proseguono – rispetto a una sensibilita’ ambientale e paesaggistica sempre piu’ diffusa, il Piano modificato prevede aumenti di cubatura inaccettabili su un litorale, quello abruzzese, gia’ al 90 per cento cementificato e occupato da strutture (spesso illegittime) per gli usi piu’ svariati. La modifica di uno strumento come il Piano demaniale marittimo regionale avrebbe meritato una piu’ attenta valutazione riguardo gli interessi collettivi ( e non solo quello privati di categoria)”.

Una posizione netta che smussa quanto affermato ieri dall’assessore al ramo Dino Pepe, in quanto per gli ambientalisti vi sarà l’aumento, in base al numero di abitanti, fino al 30 per cento di superficie coperta.
“Se si esamina la situazione esistente in citta’ come Pescara o Vasto questo ulteriore incremento – evidenziano – suscita anche il sospetto di celare una sanatoria di edificazioni abusive accertate e non demolite e comunque di una ulteriore e definitiva compromissione in termini naturalistici e paesaggistici del litorale”.

Inoltre, “con la scusa di assicurare nelle strutture balneari l’abbattimento delle barriere architettoniche, si prevede la creazione di volumi e superfici coperte e pavimentate totalmente al di fuori degli standard massimi concessi”.
E non solo, perché secondo quanto riferiscono gli ambientalisti altri due temi che nel corso degli anni sono stati al centro del dibattito anche nel vastese non senza le vibranti proteste della cittadinanza, il nuovo Piano prevede ulteriori limitazioni della vista mare in quanto “il comma 17 bis prevede che gli stabilimenti potranno essere completamente circondati da ‘pannelli rigidi’, per di piu’ utilizzabili a fini promozionali (diventando enormi cartelloni pubblicitari)”.

Inoltre “viene eliminato l’obbligo in capo ai Comuni di prevedere la riserva di almeno il 20 per cento delle spiagge in concessione da destinare a spiaggia libera e introduce la facolta’ per i Comuni che non dispongono del 20 per cento di spiagge libere di recuperare tali aree dalle concessioni con fronte superiore a metri 100 (comma 1 bis): ‘ove ritenuto, potranno essere recuperati spazi”

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