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Mani e menti libere e operose affinché Vasto esca dalla cattiva politica

Ad un anno di distanza dalle elezioni per il rinnono del Consiglio Comunale, abbiamo intervistato Massimo Desiati del Movimento civico “Progetto per Vasto”.

Massimo, non ti sei ancora stancato di far Politica?

Spesso mi capita di riflettere sugli anni, tanti, passati a far l’amore con la Politica. Come tutti gli amori, esistono quelli passeggeri e quelli che non finiscono mai, nonostante tutto. Ecco, per me la Politica è uno di questi. Ultimamente, mi hanno suggerito la lettura di un breve e bell’articolo di Marcello Veneziani intitolato “Sessantezza, primavera di saggezza”. Devo ancora toccarli i 60… http://www.ilgiornale.it/news/cultura/sessantezza-primavera-saggezza-1095764.html

Da sempre conosci Vasto ed i Vastesi, cosa pensi si attendano da un’Amministrazione comunale?

Impegno e passione, meno spallucce e spalline, tanta attenzione; anche alle cose che potrebbero apparire più piccole ma il cui insieme rappresenta la quotidianità cittadina. E poi progettualità. Vasto è una città che ha superato i 40.000 abitanti, non può più affidarsi alla casualità ed all’ordinario. Oggi sembra che il futuro cittadino sia relegabile al giorno dopo ed invece occorre considerare le potenzialità di questo nostro Territorio in una visione temporale ampia, valorizzata in forza di una seria programmazione politico-amministrativa.

Quindi un progetto ce l’hai…. Su cosa punteresti per il rilancio di Vasto?

Non a caso il nostro Movimento ha nome “Progetto per Vasto”, una intitolazione tutta tesa ad esprimere una progettualità circa le cose da fare. Il nostro Progetto passa, inevitabilmente, per la valorizzazione del Territorio, è questo il nostro capitale; realtà da esaltare al fine dello sviluppo economico e della crescita civile della Comunità cittadina. Dopo aver individuato le sue risorse fisiche, intellettuali ed imprenditoriali, occorre farne sintesi, affinché tali aspetti valoriali prendano forma e concretezza. Questa è la Politica amministrativa! L’alternativa è rappresentata dalla sola gestione di intrallazzi, clientelismo e demagogia ed è, purtroppo, questo l’habitat dell’attuale politichetta cittadina. Nel merito avremo modo di intrattenerci, da adesso fino alle elezioni… L’importante, per un’Amministrazione, è avere colloquio partecipativo costante con le categorie economiche e sociali che operano sul territorio.

Con chi pensi sia realizzabile? Da soli l’impresa non è facile e nelle scorse elezioni ti è mancato un soffio per andare al ballottaggio.

La risposta immediata è: con le persone per bene. Ma, per quanto vera, mi rendo conto di quanto essa apparirebbe semplicistica e smancerosa. Da soli non si va da nessuna parte e stai chiedendo con quale coalizione elettorale, con quali partiti e con quali ambienti ad essi legati. Ti rispondo partendo da un ragionamento. Mi chiedo se questa nostra città abbia bisogno di affermare sé stessa oppure di concorrere all’affermazione dei partiti. La volgarizzazione della politica, non più intesa come attività di “servizio” alle popolazioni bensì come gestione del potere a fini personali o dei partiti, appunto, ha deviato completamente il percorso della “politica amministrativa” che, invece, deve avere quale unico obiettivo il benessere dei cittadini e delle singole comunità organizzate. Secondo me, una prospettiva moderna e matura della politica comunale passa per la riconquista di spazi programmatici e decisionali da parte delle popolazioni amministrate. I partiti non riescono più esserne strumento. Credo si tratti di un passaggio culturale. Probabilmente, quello di amministratore cittadino è il ruolo, soprattutto oggi, più difficile della pubblica amministrazione, per questo a me piace parlare di “Politica amministrativa”, innanzitutto per differenziarla dalla politica preda dei partiti e di interessi che sono altra cosa rispetto a quanto può derivare dal rapporto tra i residenti ed il governo della città.

Quindi è anche un fatto di cultura dell’appartenenza?

Sì. Prima si sentiva la necessità di appartenere ad un partito per arrivare a governare una città, oggi non è certo più così, anzi, il contrario. Ritengo sia ben dimostrato che spesso, in una gestione comunale, laddove arrivano i partiti, s’inceppa l’operatività del sistema amministrativo e questo accade indipendentemente dal fatto che la compagine di governo sia di centrosinistra o di centrodestra, Vasto ne è addirittura esempio. Sono persino gli interessi personali o di gruppi a determinare le appartenenze ad un partito o ad una coalizione. È così che l’obiettivo di chi amministra non è più il bene di una Comunità ma soltanto quello di chi è riuscito a determinare l’elezione di un Sindaco messo lì per attuare indirizzi di propria convenienza. Questa è la prigionia a cui si autocondanna un amministratore pubblico pur di diventare tale.

Ma anche tu parli di coalizione elettorale, con chi cerchi aggregazioni? Non mi sembra tu sia gradito ai partiti di Centrodestra, l’area politica a cui hai sempre fatto riferimento.

Direi che sono i partiti a non essere più graditi alla popolazione, di centrodestra o di centrosinistra che siano. Prova ne sia una percentuale di astenuti altissima e sempre crescente in ogni tipo di elezione. Io a votare sono sempre andato e non è certo un mistero quale sia il versante a cui affido il mio voto ma le elezioni comunali sono altra cosa. Poi, sai, i partiti non sono realtà astratte, c’è sempre che ne indirizza la volontà… In soldoni, per la cittadinanza è più importante avere una città con i servizi ben organizzati che non un Sindaco con una tessera in tasca, è più importante avere un sistema urbanistico chiaro e gestibile che non un’amministrazione i cui componenti litigano per l’affermazione del proprio simbolo di partito sugli altri, è più importante avere un vero piano marketing per il turismo che non amministratori con il solo arrembante desiderio del “salir di grado”, è più importante avere una città sicura e con meno vandalismo che non l’assunzione degli amici di partito, è più importante avere un Centro storico vivo che non subire gli accordi sottobanco delle segreterie di partito che studiano organigrammi e gestiscono personalismi. Insomma, è indispensabile andare oltre!

Ma non ti piacerebbe essere espressione di una grande e forte coalizione di partiti che ti permettano più agevolmente di vincere le elezioni?

A Vasto, non è difficile vincere le elezioni comunali, basta mettere insieme tutti coloro che osteggiano l’attuale amministrazione, il difficile è amministrare dopo averle vinte così. Qui non si tratta di dar soddisfazione ad un elettorato politicamente di parte, si tratta di amministrare tutti i cittadini, comunque la pensino. Da una coalizione di partiti nascono problemi che, di fatto e quotidianamente, impediscono la buona e corretta amministrazione, quella fatta nell’interesse di tutti. Veti incrociati e diktat di segreteria sono aspetti che inceppano la macchina, indipendentemente da un programma che, in realtà, è di facciata ed è utilizzato solo per creare suggestioni elettorali.

Come spieghi che l’attuale amministrazione comunale, nonostante le forti critiche ricevute fin dalla prima consiliatura, sia stata ancora premiata 4 anni fa?

Non dimentichiamo che, nel 2011, il Sindaco ricandidato con la sua amministrazione prese il 39,07% dei voti al primo turno e tutti gli altri il 60,93%. Politicamente, non mi sembra un premio ma una sconfitta. Successivamente, per il meccanismo elettorale del ballottaggio, la spuntò; ci riuscì, ritengo, per alcuni accordi che con la Politica amministrativa cittadina e con i partiti non c’entravano proprio nulla.

A poco più di un anno dalle elezioni, quali messaggi pensi di lanciare da ora in poi?

Più che messaggi, programmi. Occorrerà mettere mano ad alcune urgenze proprie della ordinaria amministrazione, situazioni a cui gli attuali amministratori non sono riusciti a dar risposta addirittura in nove anni e poi è indispensabile proporre un Piano di lavoro di più ampio respiro, di prospettiva.

Insomma un Programma amministrativo. Chi temi? Di candidati se ne preannunciano tanti.

Amministrare una città è una cosa seria, un impegno che necessità di professionalità e, quindi, oltre che della dovuta esperienza, anche di profonda conoscenza della cosiddetta macchina amministrativa. La città deve temere i candidati che non hanno queste caratteristiche. Per quanto mi riguarda, gli avversari diretti sono gli attuali amministratori, non averne considerazione sarebbe atteggiamento di presunzione.

Quale la chiave di volta per il successo del Progetto?

È molto più semplice di quanto possa apparire. Agganciare il “programma” delle cose che si ritiene di dover fare ai bisogni della popolazione, direttamente, senza demagogia o mediazioni ispirate ad opportunismi. È questa la forza del “Progetto” che abbiamo in mente per la città. Mani e menti libere, tante mani e tante menti, libere ed operose. Ne consegue che occorre essere di più, occorre che sempre più concittadini, al di là del giustificato mugugno, vogliano impegnare le proprie intelligenze, con idee nuove, al di fuori degli schemi in cui spesso si viene relegati per convenienza e per pigrizia.

Speriamo, allora, che Vasto riesca a trovare buoni amministratori.

Speriamo e se non dovessimo essere noi, mi auguro che coloro che dovessero essere chiamati ad amministrare Vasto siano migliori di noi.

 

 

 

 

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