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Piscina comunale, le risposte dell’Amministrazione all’interrogazione di Progetto per Vasto

Progetto per Vasto più di una volta ha chiesto lumi all’Amministrazione comunale sulla gestione della piscina nonché sul reintegro del personale. L’ultima volta era stata il 31 ottobre 2014 quando i consiglieri Massimo Desiati ed Andrea Bischia hanno protocollato una interrogazione al primo cittadino Luciano Lapenna articolata in ben 23 domande incentrate su gestione, manutenzione, pagamenti del canone e delle imposte.
All’indomani dei forti venti che hanno trascinato via anche parte della copertura della struttura di via dei Conti Ricci, di fatto obbligando la società che gestisce l’impianto a sospenderne l’utilizzo, sono giunte anche le risposte a quei quesiti, alcune delle quali sono definite dai due consiglieri di minoranza “fuorvianti e certo insoddisfacenti”.
Ecco nel dettaglio alcune questioni rilevanti e le riflessioni degli interroganti.

“Nell’interrogazione si chiedeva: “Quante sospensioni annuali sono state attuate per consentire all’Amministrazione comunale operazioni di manutenzione straordinaria? Il Comune è mai intervenuto per attività di manutenzione straordinaria?” Questa la risposta: Non ci sono state sospensioni da parte del comune in quanto non sono state eseguite operazioni di manutenzione straordinaria.

Altra domanda: “L’Amministrazione comunale ha mai richiesto interventi specifici finalizzati al miglior funzionamento degli impianti? Risposta: No, ma la domanda non è chiara; non sarebbe chiara la domanda ma in ogni caso… no.

Altre domande erano relative a situazione di carattere amministrativo e finanziario: “Sono state mai rilevate situazioni di inadempimento contrattuale tali da giustificare le penali contrattualmente previste?” Risposta: No, in quanto per il personale ci sono cause ancora pendenti; Come se il Comune se ne potesse lavare le mani, nonostante ben precise previsioni contenute, nel contratto di concessione, relative al personale in attività.

Ma ecco un’altra perla di noncuranza e sciatteria amministrativa, domanda: “Il gestore ottempera al pagamento dell’Imposta comunale di pubblicità commerciale, per impianti di tal fatta, all’interno e all’esterno della struttura oggetto della concessione?” Risposta: Non è compito del comune da compete all’AIPA l’accertamento del pagamento dell’imposta di pubblicità fuori e dentro la piscina.

Domanda: “Il gestore provvede puntualmente al pagamento dell’Imposta smaltimento rifiuti?” Risposta: Nell’ambito dell’attività di contrasto all’evasione ed elusione dei tributi locali, sono in corso accertamenti tesi alla verifica della regolarità dei pagamenti della Tassa Smaltimento Rifiuti.

Non sarebbe compito del Comune sapere se viene pagata o no la Tassa per la pubblicità, così come dev’essere accertato se il gestore della piscina paga la Tassa rifiuti, ben sapendo che gli accertamenti vengono fatti solo per chi già risulta inadempiente nei pagamenti! Ma la domanda era: paga o no? La risposta non viene fornita, anche se è implicita nel tentativo di renderla evasiva.
Appare ancora più colpevolmente chiara la risposta alla domanda: “Viene regolarmente corrisposto, al Comune, il previsto “Canone annuale di concessione” di 37.335 euro più IVA?” Si risponde: Poiché la società ha messo in cantiere opere migliorative straordinarie, nei prossimi giorni si valuterà l’ipotesi di scomputare tali somme dal conone dovuto.

Questa volta, un’ammissione palese della mancata riscossione dei canoni! E da quando? Dai 3 anni e mezzo da cui già dura la gestione? Prima si fanno le migliorie e poi, nel caso, si pensa agli eventuali scomputi! Solo dopo la nostra interrogazione si valuta l’ipotesi di scomputare tutte le somme non pagate? Magari ci diranno che il Comune ora ripara i danni alla copertura provocati dalle intemperie ed il costo sarà scomputato dai canoni non pagati?!
Poi c’è tutta la parte della nostra interrogazione relativa all’uso degli impianti da parte dei bagnanti disabili. Viene assicurato che, per costoro, l’assistenza e la sorveglianza sono svolte da personale qualificato ma si sorvola sul numero degli addetti. Circa l’obbligo del gestore di ottemperare ai doveri in materia di prevenzione, sicurezza ed antinfortunistica, relativi agli utenti disabili, si riconosce che manca il sollevatore di vasca, come se ciò fosse un dettaglio.
Nella risposta si ammette poi, relativamente alla Legge quadro 104/92 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, che “Le tariffe particolari riguardano solo l’attività di scuola nuoto”. Ed infine, alla domanda posta in ordine alla conformità dell’accesso alle vasche alle norme per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per l’agevole fruizione di spazi ed attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia, non viene neanche fornita risposta.

Questo della Piscina comunale è un altro esempio di pressapochismo, superficialità e menefreghismo amministrativo dell’Amministrazione comunale”.

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