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“Quella scomoda mozione”, nuovo affondo di Sigismondi (FdI) sul Consiglio comunale

La spaccatura insanabile tra le anime del centrodestra vastese continua a tenere banco nell’agone politico anche quest’oggi. Ancora una volta sulla scia di quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale, che con solo quattro punti all’Odg ha lasciato strascichi inaspettati. Così, dopo il violento attacco di cinque consiglieri di opposizione verso i colleghi di Forza Italia, dopo l’arringa degli stessi forzisti, dopo che la Procura ha chiesto gli atti della seduta consiliare, ecco una nuova nota a firma di Etelwardo Sigismondi (FdI) che da una interpretazione di quanto accaduto in merito alle proposte di istituzione di una task force che ne hanno visto il promotore, puntualmente bocciate dal centrosinistra e non solo. Ecco il documento che riportiamo integralmente.

“La scomoda “mozione Sigismondi” per istituire una task force doveva essere bocciata! Evidentemente è stato questo l’ordine di scuderia impartito ai Consiglieri vicini al Sindaco, prima della seduta del Consiglio comunale di martedì scorso. Ma perché la mozione sulla task force andava bocciata? Forse perché osava chiedere, in riferimento al crollo di parte del muro di contenimento dei Giardini napoletani di Palazzo d’Avalos, di “valutare le azioni già intraprese e quelle da intraprendere nell’immediato, e per vigilare che i passaggi e i tempi di intervento vengano rispettati” e arrivava addirittura ad impegnare il Sindaco e l’Amministrazione comunale “a mettere in essere tutti gli atti necessari per attirare finanziamenti a livello nazionale, regionale ed europeo per il consolidamento del costone orientale del centro abitato della città”. Un autentico sacrilegio vigilare e impegnare un’Amministrazione dormiente; e allora bisognava correre immediatamente ai ripari. Il giorno dopo la presentazione della mozione sulla task force, è spuntato fuori un nuovo Ordine del Giorno chiaramente bipartisan. Il nuovo documento, accuratamente “rifinito” dalla struttura comunale, era praticamente sovrapponibile per contenuti alla mozione sulla task force, ma privo di ogni specifico riferimento a Palazzo d’Avalos e di ogni serio impegno a carico dell’Amministrazione, limitandosi a chiedere una generica Commissione di studio sul dissesto idrogeologico. Nell’ “operazione anti task force”, inoltre, era necessario impedire la partecipazione alla discussione del sottoscritto, unico firmatario della mozione, e dunque unico titolato ad illustrarla al Consiglio. E così alla mia richiesta di anticipazione del punto – cortesia istituzionale che si è sempre concessa a quei Consiglieri che per giustificati motivi sono costretti ad assentarsi – l’Assise civica ha ritenuto di dover bocciare la richiesta, con complici astensioni. Eliminato il “problema Sigismondi”, restava il problema “mozione di Sigismondi”, la quale, in assenza del proponente, non poteva illustrarsi e dunque si profilava il consequenziale slittamento della discussione e votazione del punto in altra seduta del Consiglio. L’impiccio andava rimosso subito, tanto che si è spinta Sua Maestà il Sindaco, in spregio al regolamento e ad ogni norma di etica istituzionale, ad illustrare la scomoda mozione per permettere al Consiglio di…bocciarla. E il terzo documento di sintesi? Anche questo evidentemente da bocciare, perché probabilmente manteneva immutati i riferimenti alla vicenda d’Avalos. Rimossi gli ostacoli, il Consiglio comunale ha potuto dare finalmente il via libera alla sbiadita e generica Commissione di studio al motto di “occupiamoci di tutto per non occuparci di niente”. Dopo la bocciatura degli emendamenti dell’opposizione in sede di approvazione del Piano Strategico, e dopo quella dell’istituzione della task force, mi viene il sospetto che del crollo del muro di contenimento del d’Avalos, alla maggioranza dei Consiglieri non importa parlare! I Consiglieri di opposizione, ovviamente, vigileranno sui lavori della Commissione di studio, ma sulla vicenda del d’Avalos sarà mia premura attivare altri e specifici strumenti di controllo. Sono trascorse tre settimane dal crollo di parte del muro di contenimento dei Giardini napoletani della storica residenza marchesale, e il Palazzo d’Avalos continua a rimanere sospeso nel vuoto. Non è possibile aspettare i tre mesi stabiliti dalla Commissione di studio: occorre fare presto, occorre intervenire subito!”

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