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Codici, la lista dei debitori non deve essere resa pubblica

comune-di-vasto-testataContinua a far discutere il caso Vasto. Quello legato ad alcune posizioni debitorie che amministratori e dipendenti avrebbero nei confronti del Comune in tema di tributi. Un caso sollevato nei giorni scorsi dal nostro giornale che ha scatenato e sta scatenando tutta una serie di Voci. Un caso finito anche sui banchi dell’ultimo Consiglio Comunale. In queste ultime ore sull’argomento è intervenuta l’associazione Codici Abruzzo, Centro per i diritti del cittadino. È intervenuta in merito alla richiesta presentata da alcuni consiglieri comunali di minoranza  per ricevere la copia di tutti gli atti relativi alle posizioni debitorie di chiunque nei confronti dell’Amministrazione Comunale di Vasto. Nella richiesta presentata i consiglieri comunali hanno sostenuto che non può essere eccepito il rispetto della privacy, che attiene invece ad eventuali richieste di privati, poiché i suddetti soggetti istituzionali hanno, oltre che il diritto, anche il dovere di conoscere la situazione economica e patrimoniale del Comune e di concorrere alla sua gestione finanziaria.

Il legale rappresentante di Codici, Giovanni D’Andrea è di parere contrario. E ha scritto una lettera al Sindaco Luciano Lapenna: “Appreso notizia che alcuni consiglieri hanno chiesto le posizioni debitorie dei cittadini verso il Comune di Vasto, ledendo il diritto alla privacy sancito dal nostro ordinamento legislativo è mio dovere invitarla al rispetto delle vigenti norme in materia di privacy. Significando che in caso contrario sarà nostra premura tutelare i diritti dei cittadini interessati”.

Dello stesso parere Rccardo Alinovi, rappresentante cittadino dell’associazione.  “Siamo fortemente preoccupati. Diffidiamo il sindaco Lapenna a rilasciare la lista. Viviamo in un momento particolarmente delicato. Molte persone hanno perso il lavoro e sono in difficolta. Bisogna distinguere tra coloro che non hanno pagato perché non ne hanno avuto la disponibilità finanziaria e tra coloro che invece pur avendo il denaro hanno omesso il pagamento. Non è giusto rilasciare la lista poiché potrebbe essere utilizzata come forma di ricatto nei confronti dei debitori”.

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