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L’incuria del Comune, l’inciviltà dei cittadini

Aragona 600x200Arriva una telefonata in redazione, sono appena trascorse le 14. È un cittadino indignato, non ne può più. Ci invita allo stadio Aragona, ingresso via Tobruk. Dice che da giorni, nei bagni, ci sono luci accese e rubinetti aperti. Lo stadio è deserto, anche perchè oggi è festa patronale. Arriviamo, verifichiamo: è tutto vero. Tutti i rubinetti sono aperti, le luci accese. Presumibilmente da ieri, subito dopo la sfida di calcio tra Vasto Marina e Renato Curi Angolana. “Non è la prima volta che accade – ci dice il cittadino, pensionato, residente in Via Tronto, a pochi passi dallo Stadio – da ieri è così: ho provato a chiamare più volte il Comune di Vasto, il centralino. Non mi ha risposto nessuno. Insomma, è un vero e proprio scandalo, non se ne può più. Guardate quanta acqua si sta sprecando da ieri. E la corrente elettrica? Possibile che lo stadio non abbia un custode? Possibile che resti aperto notte e giorno? Speriamo che qualcuno, in Comune, si svegli”.
Una denuncia che ci sentiamo di condividere: da una parte c’è  l’incuria del Comune di Vasto, che da anni non riesce nemmeno a garantire l’ordinaria amministrazione: lo stadio è in condizioni penose, le tribune sono sporche, alcuni fari dei riflettori bruciati, l’erba del terreno di gioco ai limiti della decenza. Insomma, una vergogna. Dall’altra la maleducazione e lo scarso senso civico dei cittadini: probabilmente saranno stati i tifosi dell’Angolana, ieri pomeriggio, a dimenticarsi di spegnere le luci e di chiudere i rubinetti. Il fatto, però, è che il Comune di Vasto dovrebbe preoccuparsi in prima persona di tutto l’impianto, controllandolo quotidianamente: non ci vuole un esercito di operai. Basterebbe un dipendente dell’ufficio servizi. Soprattutto quando si tratta di chiuderlo la sera. Il Comune non ce la fa? Non ha nessuno? Allora decida di darlo in gestione. In caso contrario lo stadio Aragona sarà sempre e più nel degrado più totale. E con i rubinetti dell’acqua aperti, giorno e notte. Purtroppo.
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