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San Salvo: Spadano contro il modo di parlare ed agire di San Salvo Democratica

Eugenio Spadano e Tiziana Magnacca
Eugenio Spadano e Tiziana Magnacca

Il Consiglio comunale di ieri a San Salvo ha visto un confronto anche a muso duro tra maggioranza e opposizione soprattutto sulla questione Multopoli il cui relativo punto è stato ritirato proprio dal centrodestra. La decisione ha scatenato le ire di chi aveva voluto a tutti i costi l’inserimento di quel punto nell’Odg del Consiglio comunale, ovvero San Salvo Democratica, che a margine dell’assise aveva utilizzato parole forti per deprecare il comportamento del presidente del Consiglio Eugenio Spadano e del sindaco Tiziana Magnacca. Come non ricordare quel passaggio in cui SSD affermava “Il vergognoso atteggiamento di Spadano, che ha calpestato ogni forma regolamentare e che dall’inizio dell’anno ha convocato solo due consigli comunali a dimostrazione di quanto questa amministrazione non produce e non lavora, ma soprattutto il violento e rancoroso linguaggio del Sindaco Magnacca, evidentemente stressata dalle vicende della Polizia locale e dalla sua acclarata incapacità a riorganizzare il Servizio (…)”.

Avverso tale modo di parlare ed agire dentro e fuori l’aula consiliare torna ad intervenire proprio Spadano il quale dice “Spiace constatare che, da parte di alcuni esponenti della minoranza del Consiglio Comunale di San Salvo, vengano utilizzate frasi ed espressioni che tendono ad alterare la realtà dei fatti, oltre che il clima del Consiglio e la coscienza dei cittadini.

Forse la presenza di diverse persone nella sala consigliare ha indotto, nella seduta del Consiglio di ieri, a cercare di forzare la mano sulle norme che disciplinano il funzionamento del Consiglio Comunale, al fine ottenere qualche effetto, ma, a parere del sottoscritto, i comportamenti da tenere durante le sedute consigliari, devono rifuggire da tentazioni demagogiche.

Al di là dei rispettivi ruoli di appartenenza, che devono essere salvaguardati, nell’interesse della collettività e della democrazia, e pur nel rispetto, quindi, delle diverse posizioni, è necessario mantenere un atteggiamento di responsabilità e di controllo degli atteggiamenti, allo scopo di non trasformare l’aula del Consiglio in un qualche cosa di diverso da essa.

Il sottoscritto si rende perfettamente conto che i componenti della minoranza hanno il diritto/dovere di esercitare le prerogative che l’elettorato ha loro attribuito, ma è altrettanto vero che ciò deve avvenire all’interno delle regole delle quali lo stesso Consiglio si è dotato, e che servono per evitare che le istituzioni escano dal binario della democrazia.

Nella giornata di ieri, durante la seduta del Consiglio, diverse volte si è cercato di fuoriuscire dalle regole, e il sottoscritto, seppur a malincuore, è stato costretto a richiamare, coloro che hanno cercato di fare ciò, al rispetto.

Sono certo che il tutto è accaduto in funzione della passione politica che ognuno mette, in determinate circostanze in campo, allo scopo di far valere le proprie ragioni, ma proprio per dimostrare la maturità della nostra classe politica, bisogna evitare di  farsi prendere la mano e di trascendere, sia con le parole, che con gli atteggiamenti.

Solo così potremo veramente essere certi di essere in grado di interpretare, al di là delle singole posizioni, il senso compiuto della rappresentanza democratica nel rispetto delle regole”.

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