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Credito alle imprese, per la Cna il 2014 è iniziato bene

Carta-di-creditoSe la matematica non è un’opinione, le valutazioni nell’ambito della situazione del credito alle imprese nella Regione Abruzzo evidentemente sì, se – dopo l’allarme lanciato da Confartigianato sul “crollo” del credito erogato alle aziende, con la provincia di Chieti “maglia nera” col suo -13% – ecco che la Cna, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, parla invece di “segni di ripresa”: “In fondo al tunnel si intravvedono timidi segnali di ripresa per il credito alle imprese”, scrivono infatti dalla Cna, che propone dati diversi rispetto a quelli di Confartigianato, attraverso un’analisi condotta per la Cna regionale da Aldo Ronci, su dati di Bankitalia: “Nel primo trimestre del 2014, sono stati infatti 307 i milioni di euro in più erogati al sistema produttivo, rispetto alla fine dell’anno precedente. Lo studio mette oltretutto in evidenza come la performance positiva ottenuta dalle imprese compensi, se possibile con gli interessi, l’ulteriore restrizione dei cordoni della borsa manifestata verso le famiglie: colpite, al contrario, da un saldo negativo di 54 milioni di euro. In termini percentuali, il buon risultato ottenuto dalle imprese, si traduce in un incremento medio del 2,03%, contro un aumento medio nazionale dell’1,90%”.
Non solo, la provincia di Chieti, che per Confartigianato era “maglia nera, per la Cna diventa “maglia rosa”: “Sul piano territoriale, la riapertura dei rubinetti da parte delle banche presenta un andamento fortemente contraddittorio tra le quattro province. Se infatti, dopo anni di “vacche magre” e di record negativi su record negativi accumulati, è proprio il territorio più industrializzato della regione, il Chietino, a beneficiare dell’aumento più rilevante (+190 milioni di euro; +4,08%), con altre due province (Teramo e L’Aquila) capaci di segnare andamenti positivi rilevanti (+87; +50), è il solo Pescarese a rappresentare in questo quadro l’anomalia negativa (-20 milioni di euro)”.
“Dopo due anni di restrizione – commenta il curatore della ricerca – arriva un primo segnale positivo, che finalmente dà una boccata di ossigeno al sistema produttivo. Un settore che ha navigato sin qui nelle acque agitate della recessione, segnando risultati peggiori di quelli nazionali, già di per sé negativi. In generale, l’incremento percentuale complessivo è stato dell’1,07”, contro un valore nazionale di 1,01%”.
Conferma invece la propria tendenza positiva, in linea del resto con i mesi precedenti, l’andamento di depositi e risparmio postale, che hanno registrato, sempre nei primi tre mesi dell’anno un incremento di 67 milioni di euro. Anche in questo caso meglio dell’andamento medio nazionale.

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