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Scongiurata la tesi della possibile chiusura dell’80% delle imprese agricole abruzzesi

agricolturaEra stata la Copagri a sollevare molti dubbi su quanto stava emergendo dai confronti sui PAC  per l’agricoltura abruzzese. In particolare, nei giorni scorsi il vice-presidente vicario del sodalizio, Camillo D’Amico, aveva puntato il dito contro la possibilità che si delineassero provvedimenti che avrebbero potuto portare alla chiusura dell’80% delle attività agricole abruzzesi soprattutto a causa della definizione di “agricoltore attivo”

“La preoccupazione – spiega la Copagri – derivava dal fatto che, così come era stato informalmente anticipato nei contenuti emersi dal tavolo tecnico, ben l’80% delle aziende agricole rischiava di rimanere fuori dalla concessione degli aiuti comunitari con gravissimo pericolo per la tenuta economica e sociale dell’intero settore primario con gravi conseguenze anche all’ambiente ed al paesaggio”.

Secondo il sodalizio degli agricoltori, sembra, però, che il tavolo tecnico ha partorito tesi diverse da quelle ipotizzate. Infatti “Le notizie successive al tavolo politico Ministero – Assessori Regionali all’Agricoltura ci confortano parecchio perché le decisioni assunte portano a riallineare quelle nazionali a quanto già statuito a livello comunitario.

La definizione di agricoltore attivo, percettore di titoli PAC, coinciderebbe con tutti i possessori di partita IVA agricola e con la dichiarazione annuale senza alcuna soglia di fatturato e saranno esclusi solo coloro sotto una soglia minima di premio ancora in corso di definizione.

E’ un primo passo che apprezziamo e giudichiamo positiva l’attenzione avuta dal governo regionale attuale che sta giocando un importante partita a difesa del settore primario della nostra regione con quello precedente in un  interessante “gioco di squadra”.

Ribadiamo – insiste la Copagri – la necessità che anche l’Abruzzo possa continuare a godere degli aiuti per la coltivazione del grano duro di qualità alfine di potenziare la filiera locale e garantire così nella fornitura i nostri due marchi mondiali della pasta De Cecco e Del Verde.

Chiediamo al neo presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, nell’ambito dell’attribuzione delle deleghe ai componenti la sua giunta che prossimamente farà, di mantenere l’esclusiva di quello all’Agricoltura, Caccia, Pesca, Alimentazione e Foreste evitandone sovrapposizioni con altre funzioni.

Il settore primario è già per sua natura multidisciplinare e non necessita di sovrapposizioni con altri settori produttivi come l’Industria, il Commercio e l’Artigianato.

Il comparto dell’Agricoltura ha bisogno di politiche esclusive non per avere trattamenti particolari ma perché ha bisogno di un componente di giunta a pieno tempo

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