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Mascitelli e Menna aprono la campagna delle primarie per l’IdV

DSC_0011Si è aperta ufficialmente ieri sera presso L’Abitudine Café in via XXIV Maggio la campagna dell’Italia dei Valori che candida il senatore Alfonso Mascitelli alle primarie del 9 marzo; ad oggi, a contendersi la candidatura per il centrosinistra alla carica di governatore per la Regione Abruzzo, insieme al senatore dell’IdV, Luciano D’Alfonso (Pd) e Franco Caramanico (Sel). Al fianco del senatore Mascitelli, durante l’incontro di ieri, anche Eliana Menna, candidata vastese al Consiglio regionale nelle fila dello stesso partito, la quale ha ricordato anche le ultime vicende legate alla situazione del Cotir, senza risparmiare critiche all’attuale governo regionale.
“Noi diciamo che la politica delle parole e degli annunci non ci debba più essere nella nostra regione, – ha sottolineato Eliana Menna – per questo ci candidiamo con la responsabilità e la concretezza che ci contraddistinguono. Quella delle primarie è una battaglia difficile, capiamo che la gente è scoraggiata, ma bisogna andare a votare”.
Eliana Menna ha quindi assicurato tutto il proprio impegno “per i temi che porto avanti ormai da tanti anni, sia nel settore dei servizi sociali, per le donne e per i minori, ma anche e soprattutto per questa provincia e questo territorio che sono stati gravemente penalizzati sia dall’amministrazione di centrodestra in Provincia di Chieti che alla Regione, che – a parte gli scandali – ha lasciato ben poco”.

La strategia per strappare la candidatura per il centrosinistra alle regionali, poi, direttamente dal candidato alle primarie, il senatore Alfonso Mascitelli, il quale nel corso del suo intervento ha più volte strizzato l’occhio all’elettorato “scontento” del Movimento 5 Stelle, evidentemente considerato quello più vicino e in grado potenzialmente di aiutarlo nell’ardua competizione con il candidato del maggior partito della coalizione: “Ho aperto un dibattito schietto con il Movimento 5 Stelle, perché i suoi parlamentari hanno criticato il fatto che tra i candidati alle primarie ci sia anche l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso, in riferimento alle vicende giudiziarie passate o in corso; ai cittadini e gli amici che hanno fiducia nel Movimento 5 Stelle ho spiegato una cosa molto semplice: le primarie del centrosinistra si fanno proprio per questo, si fanno per dare ai cittadini abruzzesi la possibilità di una scelta libera e responsabile e noi dell’Italia dei Valori ci siamo messi in gioco perché siamo convinti che oggi più che mai gli abruzzesi devono avere la possibilità di comprendere che qui non è in gioco cambiare la faccia di un governatore, cambiare il doppiopetto gessato di Gianni Chiodi con un governatore con un abbigliamento casual, perché il tasso del riformismo e del cambiamento radicale di cui la nostra regione ha bisogno si misura dalla capacità di rompere con questo sistema amicale, di connivenze, di collusioni e di clientelismo. E allora l’appello che mi sento di fare ai tanti cittadini che 5 anni fa non sono andati a votare e ai cittadini che fino a poco tempo fa si sono sentiti rappresentati dal Movimento 5 Stelle è quello di darci una mano per dare la possibilità a queste consultazioni di essere primarie vere, non di apparati di partito. Noi non abbiamo l’ingenuità di pensare che un partito come l’Italia dei Valori che si sta riorganizzando abbia la possibilità di competere con la macchina organizzativa di un partito come il Pd, ma non abbiamo neppure l’arroganza di dire, come fa il Movimento 5 Stelle, di darci il 51%, così cambieremo l’Abruzzo. Però abbiamo la volontà e la determinazione di spiegare agli abruzzesi che ciò che importa non è cambiare soltanto un governatore, ma cambiare il sistema che ha governato la nostra Regione”.
A seguire, i punti cardine dell’impegno politica dell’IdV sulle tematiche del lavoro, trasparenza, lotta agli sprechi.
Il senatore Mascitelli, insomma, conscio che difficilmente potrà distogliere l’elettorato del Pd dalle indicazioni del partito, ha puntato sul bacino elettorale probabilmente più affine, sia come tematiche che come impostazione ideologica, che è quello del M5S, o meglio di quella parte del Movimento che non crede al 51%, senza trascurare naturalmente la folta schiera di indecisi o di chi si astiene, oggi più che mai decisiva in ogni consultazione elettorale.

n.l.

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