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Caso Cultura, Ivo Menna: un misterioso flusso di denaro pubblico occultato per anni

Menna_IvoL’attacco frontale portato da Davide D’Alessandro alla gestione e alle spese di alcune strutture culturali vastesi ha subito trovato proseliti. E se il consigliere indipendente è andato avanti come un treno in corsa ancora più dirompente è la presa di posizione di Ivo Menna che prende spunto dal ragionamento del rappresentante nell’Aula Vennitti per portare affondi contro quello che lascia desumere sia un vero e proprio sistema politico affaristico. Ecco la nota di Menna.

“Claudio Abbado, figura indimenticabile, riconosciuto tra i piu’ grandi direttori d’orchestra del mondo, scomparso recentemente, gran parte dei guadagni ottenuti dirigendo  le più prestigiose filarmoniche, lo destinava alla formazione e creazione di orchestre giovanili allo scopo di coltivare talenti emergenti e consentire a tutti l’accesso alla formazione di base musicale.”

Dopo gli anni  2007 –  2012 – (poi vedremo il bilancio del 2013 del Comune di Vasto) – di coperture e silenzi accomodanti dei politici di centro sinistra vastesi, il consigliere comunale Davide d’Alessandro ha scoperchiato il vaso di Pandora del Teatro Rossetti di Vasto e della Scuola Civica Musicale, a proposito del misterioso flusso di denaro pubblico (occultato per anni tra le nebbie dense degli uffici) che il Comune eroga alla figura del direttore artistico del Teatro Rossetti e contemporaneamente direttore della Scuola Civica Musicale, il  musicista Raffaele Bellafronte. Le cifre così dettagliate e precise ci dicono che la somma  spropositata di danaro per il doppio incarico ammonta a 73 mila euro anno a cui devono essere aggiunti gli oneri previdenziali del comune di Vasto per complessive 6.000 euro. Se non ricordo male, e temo di non sbagliarmi, inizialmente questo incarico offerto allora al musicista Bellafronte, anno 2007 era solo incarico onorifico senza retribuzione. Poi si sa come vanno le cose in questo strano paese! Per cui sarebbe interessante capire come siamo giunti invece alle cifre attuali: chi ha stravolto l’accordo di un tempo con le modifiche contrattuali in questi anni, quali interventi e pressioni e di quali politici del centro sinistra? Le cifre appaiono nella loro asettica crudezza implacabili e dicono che la città, per queste due strutture istituzionali investe senza alcun ritorno, 400mila euro (160 mila SCM, 120 mila Teatro Rossetti, 73 mila direttore artistico, oltre 40 mila per costi manutenzione teatro e scuola civica). Non ci riguarda la posizione del musicista Bellafronte quale docente incaricato al Conservatorio musicale di Campobasso, presumendo che venga stipendiato con versamenti di oneri previdenziali. Una anomalia tutta italiana il cumulo di incarichi, di stipendi, di oneri versati da enti previdenziali. Siamo in piccolo, una fotografia dei grandi funzionari di regime che assommano incarichi e prebende, arroganza, strafottenza, supponenza. Queste cifre miracolosamente uscite mal si confanno con la iconografia del direttore artistico vastese che sovente pone il suo nome accanto ai grandi spiriti di W.A.Mozart, L.van Beethoven, J. Brahms, su manifesti eleganti e satinati. Spiriti e geni musicali che in vita hanno dovuto vivere male e di stenti fino alla morte.

Ad una attenta e più circonstanziata analisi dei costi dovremmo aggiungere il costo delle manifestazioni estive per circa 460 mila euro così giungendo alla ragguardevole cifra di circa 900mila euro. Il movimento tellurico causato dalle notizie del consigliere d’Alessandro ci dice quanto il vecchio sistema di potere fondato sulla lottizzazione partitica delle vecchie clientele sia resistente, duro a morire; un verminaio affaristico dove gli interessi di consorterie individuali e di gruppi  prevalgono sul bene pubblico e sugli interessi materiali, culturali e morali dei cittadini. Feudalità della vecchia Margherita democristiana e dei vecchi D.S democratici di sinistra, simili nelle strutture di uomini e culture, i quali si riconfermano nel partito democratico attuale. Il giovane segretario PD Del Casale dovrebbe correre ad informare della situazione vastese Gianni Cuperlo se non riesce a comprendere pienamente l’intensità di questo terremoto, visto che lo ha sostenuto alle primarie con gli amici di Vasto Viva, e che sulla questione morale sollevata dal compianto Enrico Berlinguer nel 1981, Cuperlo, in quella occasione, nelle sale del palazzo d’Avalos ne ha voluto sottolineare la diversità etica e politica. Del Casale riunisca immediatamente l’associazione Vasto Viva di cui fanno parte il deputato parlamentare Maria Amato, Angelo Bucciarelli, Paolo Marino, Raimondo Pascale e altri, riunisca tutto il suo partito e decida come affrontare questa gravissima situazione di sperpero di danaro pubblico rispetto ai dati sempre più allarmanti della disoccupazione, della decrescita industriale, della precarietà diffusa, della povertà dei ceti medi, e delle famiglie. Un’altra trappola per il P.D., dopo la questione antenna sul Multipiano e la gestione monopolistica del parcheggio affidato per 45 anni a un privato affarista, scoprire questo nuovo mistero dopo la pubblicazione delle cifre succitate. Emergono, come fiumi carsici ormai gli effetti devastanti della spartizione tra i partiti, le lottizzazioni negli enti pubblici, e nelle partecipate comunali. Nominati dalla politica hanno solo provocato danni. La questione riguarda tutti i partiti dell’attuale assetto governativo cittadino, dal PD ai suoi alleati (SEL, Rif. Com. liste e listarelle dell’universo composito della politica vastese). Il renziano Domenico Molino non crede sia giunto il momento di porre con forza la questione dei costi della politica, dei duplici incarichi anche a Vasto, dopo le giaculatorie ascoltate da Renzi neo segretario plebiscitato dal voto delle primarie? Il sindaco Lapenna si trova ad affrontare questi due macigni e può veramente cogliere questa occasione per uscire finalmente fuori dai ricatti e dai vincoli che per anni ha dovuto subire a causa delle consorterie dei partiti liquidi: azzeramento della Giunta, chiudere il capitolo della sommatoria degli incarichi, ricostruire una linea di progetto culturale utilizzando competenze e professionalità che esistono numerose nel tessuto cittadino. Ne sarà capace o vorrà continuare nei soliti rituali stanchi che indignano l’opinione pubblica vastese?

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