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Menna: via Tre Segni, perchè non si affronta seriamente la questione delle frane di Vasto?

frana-palma-via tre segni - 15Lo smottamento che ha interessato pesantemente via Tre Segni ha lasciato pesanti strascichi sulla scena politica con accuse che rimbalzano da una parte all’altra dell’agone. Dinanzi al dito accusatorio levato è finita l’amministrazione comunale e non solo per la noncuranza con la quale si sta affrontando la questione. Sul tema è intervenuto quest’oggi con una lunga nota anche Ivo Menna. Ecco il testo redatto dall’ambientalista storico come ama definirsi.

Immaginiamo le ore 20.30 del giorno in cui la palma viene risucchiata e trascinata in basso verso fonte Ioanna; che due fidanzatini solitamente stazionando accanto alla palma venissero anch’essi travolti e trascinati! Avremmo dato la colpa al cinico destino della natura matrigna, o alla temerarietà dei malcapitati? o che altra ragione o causa avremmo indicato? Parliamo a proposito della voragine franosa che ha inghiottito la palma, questa volta non distrutta dal punteruolo rosso, ma dalla forza distruttrice delle acque che erodono un terreno già di per sé molto precario e inconsistente, quello appunto di via Tre Segni. Le dichiarazioni del tecnico comunale, secondo cui una perdita d’acqua avrebbe causato il sifonamento dell’aiuola,  pare a me una ammissione (molto riduttiva dell’accaduto): difatti questi fenomeni diventano sempre più frequenti nella nostra città e colpiscono sempre più estesamente le zone fragili e esposte. Infatti noi da anni sosteniamo la difesa del suolo: “le acque, di cui la città è molto ricca, aggiunte a quelle dei temporali violenti che si abbattono improvvisamente sulla città causano, come negli ultimi giorni allagamenti, frane, disagi, danni, insicurezza, non essendo regimentate e ricondotte in infrastrutture adeguate così provocando simili effetti. Notiamo che si sono aperte fenditure abbastanza profonde sulla strada di via Tre Segni, che – Dio non volesse – se riempite di pioggia, come potrebbe accadere, provocherebbero ulteriori cedimenti franosi dell’asse stradale trascinando a valle il terreno sottostante e dividendo la strada stessa, impedendone l’attraversamento: questo sarebbe davvero molto pericoloso!. Non escludo infine che la  massiccia costruzione di cemento che ha sostituito il vecchio romantico – prima Jolly hotel e più recentemente Panoramic- abbia un suo negativo ruolo in quanto a forte pressione idrogeologica dell’area, avendo di fatto già causato danni alla staticità di un complesso confinante.

Il fenomeno franoso di questi giorni quindi va visto indicando le zone che sono state colpite ed è giusto ricordarle per tenere alta l’attenzione e soprattutto fare degli sforzi per interventi di consolidamento e di risanamento. Una difesa del suolo cittadino che preveda il risanamento delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico per usi razionali di sviluppo economico e sociale, richiede forti investimenti, competenze e professionalità adeguate. Una difesa del suolo che abbia come supporti politici dei parlamentari capaci di studiare, raccogliere conoscenze, ridare fiducia alla politica cosi’ ricreando nuove opportunità di lavoro e redistribuzione dei redditi in questa povertà assoluta di mancanza di lavoro. Abbiamo il consorzio di Bonifica, abbiamo il nucleo indistriale Coasiv e Coniv, abbiamo oltre i due parlamentari Amato e Castaldi, i consiglieri regionali: Antonio Prospero, Giuseppe Tagliente, Paolo Palomba, Nicola Argirò; i consiglieri provinciali Giuseppe Forte, Eliana Menna, Vincenzo Sputore, Camillo D’Amico, il sindaco di Vasto. Ci spiegano a cosa è servita la loro elezione? Non dovrebbero attivarsi per rispondere a questo drammatico problema delle frane del territorio? Sarete capaci di impegnarvi per un nuovo programma di governo culturalmente alternativo al vecchio modo fallito della crescita a tutti I costi per soddisfare le clientele che ci ha portato in questo vicolo cieco? Non sarebbe prioritario l’impegno a intervenire per mettere in sicurezza l’intero territorio vastese impegnando: Protezione civile, Governo Nazionale, Regione Abruzzo,  Genio civile? Non sarebbe giunta l’ora di dire basta a lottizzazioni private, alle grandi opere, alla rendita parassitaria degli investimenti immobiliari con quella deregulation urbanistica che ha distrutto ambientalmente la città negli ultimi venti anni? Perché non avviare una uscita dalla attuale crisi con un programma economico di risanamento e difesa del suolo avviando una stagione totalmente nuova per ricreare condizioni di nuovi lavori e nuove opportunità di lavoro? A questo sono chiamati parlamentari, e tutti I politici richiamati sopra. Anche per dare conto del loro operato in Parlamento e nelle sedi istituzionali. Messa in sicurezza del territorio sarebbe il primo elemento culturale nuovo dopo queste primarie del PD  e dopo avere ascoltato da tutti I candidati  che il lavoro deve essere il primo punto della nuova agenda. Ecco! Programmare un piano che agisca anche con opere minime di cura e manutenzione del territorio: CONTRADA LOTA,  VIA SANTA LUCIA, COLLEGAMENTO SANTA LUCIA PROVINCIALE, LOGGIA AMBLINGH, MADONNA DELLE GRAZIE, VIA ADRIATICA, SAN MICHELE (La zona sottostante la chiesa), SANT’ANTONIO ABATE, COLLINA DI MONTEVECCHIO, POZZITELLO, Costone Strada Istonia –  Vasto Marina,  il Muraglione di via Magnacervo, a cui pochissimi fanno attenzione, ma che  presenta da anni crepe e avvallamenti in parte dovuti – riteniamo – all’eccessivo passaggio di bus pesantissimi e alla massiccia cementificazione dell’ecomostro realizzato da cinici palazzinari negli anno ottanta.

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