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Due concerti per celebrare i 40 anni del Coro polifonico Histonium

CPH-Requiem-Durufle--2013sssssSarà un week-end importante per il Coro Polifonico Histonium Bernardino Lupacchino dal Vasto impegnato a celebrare i 40 anni di attività.

Questa sera, alle ore 19.00, nella Cattedrale di San Giuseppe, terrà il concerto prologo “Figlia del tuo Figlio” con Insieme Vocale “Vox Cordis” – Arezzo – direttore Lorenzo Donati;

domani, domenica 24 novembre sempre alle ore  19.00, sarà la chiesa di Santa Maria Maggiore ad ospitare la Requiem op.9 di Maurice Duruflé con Insieme Vocale “Vox Cordis” – Arezzo – direttore Lorenzo Donati, Ars Vocalis – Roseto degli Abruzzi – direttore Carmine Leonzi, Coro Polifonico Histonium Bernardino Lupacchino dal Vasto – direttore Luigi Di Tullio e Giovane Orchestra d’Abruzzo, Organo Francesco D’Annibale e Omaggio a Giuseppe Verdi “La Vergine degli angeli” da “La forza del destino”, solista Valeria De Fanis, direttore Luigi Di Tullio. Presenta Pino Cavuoti

Il Requiem, che si compone, canonicamente, di nove parti: Introitus (Requiem aeternam), Kyrie, Domine Iesu Christe, Sanctus, Pie Iesu, Agnus Dei, Lux aeterna, Libera me, In Paradisum, è stato composto dall’organista francese Maurice Duruflé nel 1947, ed è per solisti, coro e orchestra. Duruflé lo compose in memoria del padre, dando vita a un’opera che trova la sua originalità nell’aver preso a modello, interpretandola in chiave moderna, l’antica melodia gregoriana, per questo stupisce e piace. Sul Requiem lo stesso compositore scrisse: “Questo Requiem è composto interamente sui temi gregoriani della Messa per i defunti. A volte il testo musicale è stato completamente rispettato, la parte orchestrale interviene solo a sostenerlo o come commento su di esso; a volte sono stato semplicemente ispirato da esso, altre volte l’ho ignorato completamente, per esempio in alcuni sviluppi suggeriti dal testo latino, in particolare nel Domine Jesu Christe, nel Sanctus e nel Libera. In generale, ho cercato soprattutto di entrare nello stile caratteristico del canto gregoriano. Pertanto, ho fatto del mio meglio per conciliare, per quanto possibile, il ritmo Gregoriano, così come è stato stabilito dai Benedettini di Solesmes con le esigenze del metro moderno. Per quanto riguarda la forma musicale di ciascuno dei pezzi, è in genere ispirata dalla stessa forma presentata nella liturgia. Il ruolo dell’organo è solo episodico: questo interviene, non a sostenere il coro, ma solo a sottolineare alcuni accenti o sostituire temporaneamente la sonorità dell’orchestra che ha un suono fin troppo umano. Esso rappresenta l’idea di pace , di fede e di speranza”.

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