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Un calcio al sedere dei politici corrotti!

truffa-banconota-denaro-soldi_519885Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, per tenere tranquilli i sudditi ricorreva a tre F: forca, feste e farina. I nostri politici hanno ben altre risorse!

Sbaglierò, ma quando penso ai ladri, il mio pensiero corre veloce verso certi amministratori pubblici che si sono arricchiti sulla pelle dei cittadini. I quali, oltre a essere in larghissima maggioranza onesti, sono anche un tantino fessi, dal momento che non riescono a mandare a casa i corrotti, sbagliando puntualmente a votare.

L’impressione è che molti protagonisti degli scandali vadano tranquillamente a spasso. Mentre dovrebbero non dico vergognarsi, ma quanto meno arrossire per certi loro discutibili comportamenti. Ricordo che anni addietro finì in galera, per tredici giorni, un ragazzo napoletano sorpreso mentre stava portando via da un grande magazzino un pacchetto di caramelle.

“Nun me fa parlà”, invocano ancora oggi i romani, specialmente quando non hanno niente da dire. Ma gli italiani che pure hanno tanto da dire restano a bocca chiusa, come il coro della Madama Butterfly di Puccini! Salvo, poi, lamentarsi nei crocicchi delle strade.

“Povera Italia, povera la nostra Italia”, gridò anni addietro il cardinale Pappalardo dall’altare della cattedrale di Palermo. Ma, prima di lui, già il sommo poeta Dante si espresse così: “Ahi serva Italia di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta…”. È triste a dirsi, ma il nostro è un paese che sta perdendo l’onore. Passano gli anni, ma la corruzione aumenta. “Siamo avvelenati dalla corruzione”, ha detto un giudice.

Ma quanti sono i corrotti? Nessuno lo sa. Del resto, in Italia non si riesce a fare il censimento delle auto blu, figuriamoci se si può tracciare la mappa dei farabutti.

L’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte, parlando a Pescara, ha spronato i giovani alla speranza. Bruno Forte pensiamo volesse riferirsi ad una speranza operosa. Fatta, cioè, di iniziative, di programmi, di azioni concrete. La prima delle quali dovrebbe essere quella di dare una pedata al sedere dei politici corrotti e mandarli a casa. Ma per fare questo occorre coraggio. Purtroppo, come diceva don Abbondio nei “Promessi Sposi”, il coraggio uno quando non l’ha non se lo può dare. Forse è per questa codardia che, in Italia, i ladri continuano a comandare.

a.d.v.

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