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Consiglio comunale: approvata mozione sull’ARAP contro la chiusura del Coasiv

Alcuni dipendenti del Coasiv
Alcuni dipendenti del Coasiv

È stato uno dei momenti più importanti della seduta del Consiglio comunale della mattinata, ovvero la discussione sulla mozione inerente la tutela del Consorzio industriale del Vastese. E sono molte le questioni sollevate alla presenza di alcuni dipendenti dell’ente. A cominciare dal fatto che nella fusione dei Consorzi nella costituenda Azienda regionale delle Aree produttive (ARAP) quello vastese contribuirà portando in dotazione un patrimonio pari a 11milioni e 360mila euro; quello della Val di Sangro 6milioni e 532mila euro e quello teramano 745mila euro; ovvero tra Vasto (44%) e frentania (22%) si coprirebbe oltre il 66% del patrimonio della futura azienda. Ciò, secondo parere condiviso da tutta la maggioranza, da solo dovrebbe essere sufficiente ad avallare la richiesta della sede dell’ARAP nel vastese così come dovrebbe consentire di avere maggiore rappresentanza (e, quindi, forza) all’interno del Consiglio di Amministrazione, ipotesi sostenuta anche dal centrodestra e che invece non sembra incontrare il favore della Regione che terrebbe a sé la nomina dei componenti pur non essendo neppure socio del nuovo Istituto.

Inoltre, forti dubbi sono stati espressi sulla possibile cessione gestionale del depuratore, dell’impianto di trattamento delle acque e di 13 km di gasdotto di proprietà del Coasiv alla Sasi, come si dovrebbe in base a quanto stabilito.

Nel corso degli interventi registrati sono volate anche accuse pesanti come quella che Giuseppe Forte, in qualità di consigliere del Partito Democratico, ha rivolto, non citandolo, ad Antonio Prospero: “coloro che hanno avuto l’onore di conoscere da vicino politici lungimiranti come Remo Gaspari devono vergognarsi per il loro comportamento omissivo”. E il presidente del Consiglio comunale ha incalzato anche la Regione rea di voler utilizzare gli averi del Consorzio vastese per ripianare le inefficienze gestionali degli altri Consorzi e “per accrescere quel clientelismo esagerato che caratterizza la politica regionale”. Forte ha, poi, invitato i colleghi consiglieri e la Giunta a organizzare una manifestazione di protesta a Pescara dinanzi a quegli assessorati che hanno sancito la soppressione del Coasiv.

Ci è andata giù pesante anche Paola Cianci, capogruppo di Rifondazione Comunista: “La Regione – ha detto – ha fatto un abuso politico e giuridico approvando delibere che di fatto sono anticostituzionali e che l’avvocatura del Comune ha già impugnato insieme allo schema tipo dello Statuto e alla delibera di fusione”.

Anche il sindaco Luciano Lapenna si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: “La Regione ha fatto una scelta senza mai sentire né il sindaco di Vasto né quello di San Salvo: è una delle censure più dure”, ha detto il sindaco prima che si sospendesse la seduta per cercare una posizione univoca nella mozione che alla fine è stata approvata all’unanimità poco dopo le 13.20.

La mozione approvata impegna il sindaco e la Giunta  a mettere in pratica ogni azione possibile per scongiurare la chiusura del Consorzio  coinvolgendo anche le imprese, che nel corso del dibattito sono state chiamate in causa più volte per la loro posizione in molti casi favorevole alla soppressione.

Certo è che i problemi ci sono eccome, perché in un momento di pesante crisi come quello che stiamo vivendo dal primo gennaio il Consorzio non potrà più dare concessioni di terreni e capannoni e, per ora, non si sa nemmeno a chi rivolgersi. Infatti sembra che ci siano anche contrasti evidenti tra bozza di Statuto e delibere che potrebbe determinare un vuoto davvero pesante.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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