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Piano strategico della macro area, “manca la governance”

ppv e fdi-piano strategico - 3È stata una conferenza stampa corposa quella di ieri pomeriggio presso la sede di Progetto per Vasto di via San Michele, dove i consiglieri Massimo Desiati di PpV ed Etelwardo Sigismondi di Fratelli d’Italia hanno ricostruito il percorso che ha portato in discussione in Consiglio comunale la questione del Piano strategico della macro area Vasto-San Salvo, rilevandone quelle che sono giudicate le debolezze strutturali.
Intanto, per i due esponenti dell’opposizione, sempre più in sintonia sulle tematiche amministrative,  si è arrivato a discutere di Piano strategico non per volontà politica, ma dietro “pressione” della Regione che avrebbe invitato le amministrazioni locali a portare a termine il progetto, pena il ritiro dei fondi (circa 200mila euro) assegnati per la fase progettuale del Piano. Ma al di là delle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a portare in Aula la questione, per Desiati e Sigismondi il progetto nasce vecchio e “monco”: monco, perché nonostante il progetto iniziale riguardasse Vasto, San Salvo, Cupello e Monteodorisio, “la miopia del centrosinistra che guidava la Regione con Del Turco ha deciso di tenere fuori Montedorisio e Cupello, limitando la macro area solo a Vasto e San Salvo”. Il progetto, però, è anche vecchio e “sa di naftalina: dopo una prima stesura del 2009, del Piano non se n’è saputo più niente e solo oggi se ne riparla su sollecitazione della Regione”. Quel piano, sostengono i consiglieri Desiati e Sigismondi, contiene aspetti “superati” e anche alcuni progetti già realizzati, come la piattaforma ecologica di San Salvo; ma l’aspetto politicamente più rilevante per i rappresentanti dell’opposizione è che questo piano manca di “governance”, di visione strategica, di indirizzo politico.
È proprio per rimediare a questa mancanza di visione strategica che invece il Piano dovrebbe contenere, i gruppi consiliari di Progetto per Vasto e Fratelli d’Italia presenteranno in Commissione e quindi in Aula degli emendamenti, suddivisi in assi, secondo quanto predisposto dai tecnici che hanno redatto il piano appunto in quattro assi principali, quello delle attività produttive, ambiente e turismo, dotazioni territoriali e qualità della vita.
Per quanto riguarda l’asse delle attività produttive, l’attenzione di PpV e FdI va naturalmente all’area industriale di Punta Penna per quale “implementare un sistema industriale rivolto alle nanotecnologie, che attualmente sono le meno impattanti a livello ambientale” e contestualmente “delocalizzare le industrie inquinanti”. Così, per i i rappresentanti dell’opposizione, è possibile risolvere una volta per tutte l’antico dilemma sull’indirizzo da dare alla zona. Per il secondo asse, quello di ambiente e turismo, le priorità da inserire nel Piano riguardano il consolidamento e il monitoraggio idrogeologico del versante est del centro abitato, il risanamento di Fosso Marino, con relativo adeguamento delle condotte e potenziamento dei depuratori, istallazione di centraline di rilievo della qualità dell’aria e la bonifica di siti inquinanti come le ex discariche Rsu, come quella tra Vasto e Monteodorisio che “con pioggia e neve produce ancora percolato che finisce del Sinello e poi nel mare, all’altezza della Riserva”.
Per quanto riguarda l’asse delle dotazioni territoriali si torna a parlare di casello autostradale “Vasto Centro”, poi di riapertura e potenziamento dello scalo merci, del potenziamento logistico del Terminal bus, definito “una desolazione, senza aree verdi e nemmeno una biglietteria” e infine del consolidamento e della ristrutturazione del collegamento interno tra Vasto e San Salvo, naturalmente “strategico” per un Piano che vuole essere di macro area rispetto ai due centri.
L’ultimo asse, quello della qualità della vita, per Desiati e Sigismondi va modificato inserendo diversi progetti di tra riqualificazioni ristrutturazioni e realizzazioni ex novo, come quella di una Cittadella dello Sport dove sviluppare anche un discorso di Polo fieristico; poi riqualificazione del Parco archeologico delle Terme romane e la valorizzazione dell’Arena delle Grazie, la ristrutturazione del Palazzo Genova Rulli, l’allargamento della pista ciclabile per la realizzazione di un percorso pedonale, “così come previsto inizialmente dall’assessorato regionale”, ha tenuto a precisare Desiati, la realizzazione di un polo di aggregazione per le associazioni di volontariato, un polo di aggregazione sociale e sportivo per Vasto Marina, un progetto di arredo urbano uniforme per tutto il centro, “che non è solo piazza Rossetti”, la realizzazione di un polo integrato della Protezione Civile Vasto-San Salvo e il recupero ambientale del Parco delle Lame.
“Quello che noi proponiamo – ha precisato Desiati – non è un libro dei sogni, ma un indirizzo strategico che ci permetterebbe di avere corsie preferenziali nell’affidamento dei fondi futuri; nella stesura del Piano non ci sono limiti di spesa, il che non significa che viene finanziata qualunque cosa contenga, significa, però, che se ci sono dei fondi per determinati progetti, vengono assegnati prima a chi ha inserito quei progetti nei Piani strategici”. Per questo motivo, Sigismondi ha poi sottolineato: “Inserire queste modifiche non costa niente, ma non farlo può pregiudicare la realizzazione di molti progetti. Purtroppo a livello nazionale la politica è indirizzata a puntare risorse e progettualità dove c’è un maggior numero di cittadini. Per salvarsi, Vasto deve diventare la “Grande Vasto”, ma per questo c’è bisogno di un Piano strategico serio, non qualcosa abbozzato senza la minima visione strategica, solo per non perdere i finanziamenti dei progetti. Noi non vogliamo fare becero ostruzionismo, ma vogliamo fare opposizione costruttiva e aiutare l’amministrazione a presentare un Piano serio, per questo presenteremo le nostre proposte”.
Insomma, per l’opposizione  si è ritardato fino ad oggi, si può ritardare ancora qualche settimana, il tempo di contestualizzare un Piano “datato” e dargli un “indirizzo politico” che guardi al futuro. “Tra l’altro – ha concluso Sigismondi – l’ultimo forum sul Piano strategico risale al 30 giugno 2009. Tanto tempo è passato e tante cose sono cambiate da allora, perciò prima del passaggio definitivo sarebbe anche opportuno convocare un nuovo forum e sentire di nuovo i cittadini per recepire anche le loro proposte”.

Natalfrancesco Litterio

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