Banner Top
Banner Top
Banner Top

All’NSG di Piana Sant’Angelo 400 esuberi

NSG-PilkingtonI provvedimenti drastici nei confronti dello stabilimento di Piana Sant’Angelo della Nippon Sheet Glass (ex SIV) erano già contemplati nel piano aziendale internazionale e, quindi, non possono stupire le decisioni assunte in queste ore dal management nipponico che prospettano un doloroso ridimensionamento dell’impianto sansalvese. L’accordo controfirmato il 15 luglio dalla dirigenza aziendale e i rappresentanti sindacali del settore Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil sancisce il prolungamento dei contratti di solidarietà (e il conseguente taglio degli stipendi) per almeno altri due anni ed una cesoiata senza precedenti al numero dei dipendenti che dovrà scendere dalle 1800 unità alle 1400. 400, dunque, a fronte di una stima iniziale di 650, sarebbero ancora gli esuberi di cui un quarto in quota impiegati e quadri.

Decisioni che fanno il paio con il prolungamento delle scadenza per accedere ad ammortizzatori sociali come la mobilità volontaria fino al 31 dicembre 2014 (che in linea teorica potrebbe interessare un centinaio di lavoratori) e alla determinazione del premio di partecipazione alquanto penalizzante. In tutto questo senza aver ancora operato tagli ai costi delle forniture e alle agevolazioni in capo al management.

Qualcuno potrebbe anche pensare che in fondo si cerca  di mandare a casa chi ha i requisiti necessari per farlo, dimenticando, però, le pesanti ricadute future sul sistema occupazionale di tutto il vastese. Tagli al personale senza avvicendamento non significano solo perdita di posti di lavoro, ma ridimensionamento produttivo e effetto a catena sull’indotto.

Vedremo cosa dirà e come agirà la politica per rispondere a questioni nodali come la situazione dei distretti industriali teatini; certo è che, se non ci si decida ad affrontare seriamente il problema con misure che consentano di tagliare la pressione fiscale in modo deciso sia per le aziende che per i lavoratori, la sensazione palpabile è quella di un “nervosismo” generale che potrebbe anche generare qualcosa di più concreto dei semplici presidi dinanzi ai cancelli.

Riteniamo che non ci siano più margini per giochi e giochini, ma che bisogna dare anima alle intenzioni perché si torni a parlare di sviluppo e occupazione.

Lu. Spa.

Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli
Griglia in fondo agli articoli

Related posts