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Sulla chiusura del tribunale i senatori di 5 Stelle interrogano il ministro della Giustizia

tribunale di VastoIl 2 luglio ultimo scorso la Corte Costituzionale ha dichiarato la legittimità del cosiddetto Decreto Severino che riconfigura la mappa giudiziaria italiana prevedendo la soppressione di 31 tribunali e altrettante procure, nonché la soppressione di 220 sezioni distaccate e cancellando, a partire dal 13 settembre del 2015, anche i tribunali di Vasto e Lanciano. L’11 luglio, 31 senatori del Movimento 5 Stelle, con il vastese Gianluca Castaldi primo firmatario, hanno presentato sulla questione un’interrogazione al ministro della Giustizia chiedendo di sospendere il provvedimento nei confronti delle sedi giudiziarie teatine e di rivedere in toto la geografia disegnata dal governo Monti.

In particolare vedono richiamate alcune violazioni e anomalie a cominciare dal fatto che “il decreto legislativo appare in contrasto con le disposizioni ed in particolare con l’art. 1, comma 2, lett. b)c)e) della legge 14 settembre 2011, n. 148, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”, che prevede per la ridefinizione delle circoscrizioni giudiziarie che le stesse avvengano «secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell’estensione del territorio, del numero degli abitanti dei carichi di lavoro e dell’indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale dei bacini di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso di impatto della criminalità organizzata, nonché della necessità di razionalizzare il servizio giustizia nelle grandi aree metropolitane» (lett. b))”.

Ma non solo. Gli accorpamenti previsti “produrranno un corposo spostamento di fascicoli e processi da un tribunale all’altro, stimati nelle relazioni dei Presidenti delle Corti d’appello in un totale di 220.000 procedimenti, di cui 155.000 civili e 65.000 penali”.

Scendendo poi nello specifico, ovvero la vicenda del Tribunale vastese, i senatori grillini hanno evidenziato come “rispetto ai citati criteri oggettivi e omogenei si appalesano macroscopiche contraddizioni rispetto alla prescritta soppressione, quali: 1) il tribunale e la procura della Repubblica di Vasto sono collocati in una posizione strategica e rappresentano l’argine contro la criminalità organizzata proveniente dalle regioni limitrofe, la cui soppressione renderebbe priva di presidi giudiziari la linea geografica e territoriale tra Pescara e Foggia; 2) il bacino d’utenza del tribunale di Vasto è rappresentato da 29 Comuni con una popolazione di 99.318 abitanti; 3) nel circondario del tribunale di Vasto ci sono 3 aree industriali: quella di San Salvo nella quale a ottobre 2005 sono risultati esistenti 137 stabilimenti aziendali con un’occupazione in diverse attività economiche di 6.422 addetti fissi; l’agglomerato industriale di punta Penna, che presenta 53 stabilimenti aziendali con un numero di 993 addetti fissi occupati in varie attività economiche; l’agglomerato industriale di Gissi che conta circa 2100 addetti. Sull’intero territorio di riferimento sono presenti 6.242 aziende con 12.686 addetti; 4) la popolazione residente raddoppia nel periodo estivo in quanto le città costiere di Vasto, San Salvo e Casalbordino (Chieti) hanno una spiccata vocazione turistica. Le città di Vasto e San Salvo sono il crocevia di due importanti strade di comunicazione: A14 e la strada statale 650 Trignina;

il tribunale e la procura della Repubblica di Vasto sono stati individuati dal Ministero della giustizia quali uffici pilota per l’avvio sperimentale della “digitalizzazione del processo” nel più ampio programma frutto d’intesa dei Ministeri per la pubblica amministrazione e l’innovazione e della giustizia;

oltre alla digitalizzazione del processo e alle notifiche per posta elettronica certificata, è possibile, grazie al software fornito dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Vasto, dal portale internet dell’ordine, richiedere copia degli atti on line, consentendo la diminuzione degli accessi in cancelleria con una consistente diminuzione del tempo di attesa per gli utenti;

il tribunale di Vasto (unico in Abruzzo) è tra i 40 uffici giudiziari in cui l’arretrato è sceso di oltre il 5 per cento in un anno, riduzione del limite per il quale i magistrati e il personale amministrativo hanno avuto diritto ai bonus previsti dalla legge;

la sede destinata ad essere accorpante, quella di Chieti, oltre ad essere non facilmente raggiungibile dai molti comuni della provincia, non ha una logistica idonea in quanto ha una struttura dichiarata parzialmente inagibile a seguito del terremoto del 2009, oltre ad essere in affitto in due immobili della città di Chieti;

i lavori di riqualificazione dello stesso tribunale di Chieti non hanno ancora una data certa di inizio e fine;

la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari, nel caso di specie, si risolverebbe in un aggravio di costi per i cittadini senza contare le difficoltà relative alle nuove necessità logistiche e funzionali non facilmente risolvibili, rendendo palese nel contempo la violazione del principio di prossimità ai cittadini che è un valore costituzionalmente garantito”.

 

Per Castaldi e compagni “chiudere i presidi di giustizia sul territorio di Vasto e Lanciano comporta un reale arretramento dello Stato con l’abbandono di quei territori, rischiando di rendere inefficiente la giustizia accorpata in un unico presidio, Chieti, fino a configurare una denegata giustizia con evidente ricaduta sul cittadino già pesantemente penalizzato dalla situazione della giustizia in Italia”.

Ed allora ecco le richieste inoltrate al ministro Cancellieri”

si chiede di sapere:

quali iniziative di competenza il Ministro in indirizzo intenda porre in essere al fine di procedere ad una più attenta e puntuale analisi delle conseguenze negative, in termini di economicità e funzionamento della macchina giudiziaria, che la soppressione dei tribunali di Vasto e Lanciano comporterebbe, alla luce delle peculiari caratteristiche legate alla specificità territoriale, alla densità del bacino di utenza nonché alle evidenti criticità di accorpamento, che rendono tali presidi giudiziari indispensabili per la collettività e per l’amministrazione della giustizia;

se non intenda attivarsi, per quanto di competenza, al fine di adottare le opportune iniziative di competenza, anche di carattere normativo, al fine di prevedere un congruo slittamento dell’entrata in vigore degli effetti delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 155 del 2012;

se il Governo non intenda, attraverso la proposta di un intervento normativo di carattere primario, escludere il tribunale di Vasto e Lanciano dal procedimento di accorpamento sia per l’evidente contrasto del provvedimento con la legge delega e sia per questioni inerenti all’efficienza del sistema giustizia in tutta la provincia di Chieti”.

 

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