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Sanitopoli, le prime condanne in Appello

Giovanni Pace
Giovanni Pace

È stata pronunciata oggi la sentenza della Corte d’Appello sulla prima tranche della sanitopoli abruzzese, quella che vede implicate due Giunte regionali, una di centrodestra e l’altra di centrosinistra. Un dispositivo, quello partorito dal presidente Manfredi e dai giudici Flamini e Tascone) che ha parzialmente riformato quanto sancito dal gup del Tribunale di Pescara. La Corte ha condannato l’ex presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace, a due anni e l’ex vice presidente della Fira, Vincenzo Trozzi, a un anno e quattro mesi per il reato di concussione per induzione. Nessuna condanna per associazione a delinquere, mentre il reato di abuso è stato dichiarato prescritto. Pace e Trozzi dovranno versare a titolo risarcitorio nelle casse della Regione Abruzzo 100mila euro. Naturalmente la nuova sentenza è frutto dell’impugnazione del primo dispositivo da parte dei pm Giuseppe Bellelli e Giampiero Di Florio e, come ovvio, sono ora i legali dei due condannati a preannunciare il ricorso alla Corte di Cassazione che, comunque, non entrerà nel merito, ma soltanto nella coerenza e correttezza procedurale.

Percorso inverso, invece, per Pietro Anello. Condannato in primo  grado a 4 anni di reclusione, per i reati di associazione per delinquere, abuso di ufficio e truffa aggravata, e a risarcire la Regione Abruzzo e le ASL per un importo complessivo 1.250.000, l’avvocato romano è stato assolto con la formula più ampia “per non aver commesso il fatto”

Contro la sentenza avevano proposto appello i difensori, Antonio De Michele di Termoli e Titta Madia di Roma ed i pm di Pescara contro l’assoluzione pronunciata dal gup per il reato di corruzione.

Con la sentenza la Corte di Appello ha rigettato l’appello dei pm ed ha accolto quello della difesa, assolvendo Anello da tutti i reati per i quali vi era stato condannato in primo grado, con la formula più ampia “per non aver commesso il fatto”.

Ora non resta che attendere le motivazioni della sentenza che verranno rese note in 90 giorni. Intanto, il 20 luglio dovrebbe essere pronunciata la sentenza di primo grado del maxiprocesso sulla Sanitopoli che scatterà una prima fotografia sul complesso sistema dele presunti tangenti nel mondo sanitario abruzzese.

Intanto ieri i legali di Vito Dominici, assessore regionale alla Sanità all’epoca della giunta di centrodestra, dell’ex direttore dell’agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao, e dell’ex responsabile delle Commissioni Ispettive Permanenti istituite dalla Regione, Pierluigi Cosenza, hanno chiesto l’assoluzione piena per i loro assistiti; in particolare quelli di Dominici l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” dal reato di associazione per delinquere e “per non aver commesso il fatto” dai reati di truffa e abuso

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