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È morto Giulio Andreotti

Giulio AndreottiIl corpo è ancora caldo ma già ci manca, Giulio Andreotti. In verità ci manca da tempo, da quando il silenzio si è fatto assenza e lo scranno vuoto a Palazzo Madama indicava la fine imminente. Perché Andreotti, se stava bene, andava puntualmente al lavoro e il suo lavoro, da sempre, è stato l’essere politico. Sette volte Presidente del Consiglio, otto volte ministro della Difesa, cinque volte ministro degli Esteri, tre volte ministro delle Partecipazioni Statali, due volte ministro delle Finanze, ministro del Bilancio e ministro dell’Industria, una volta ministro del Tesoro, ministro dell’Interno, ministro dei beni culturali (ad interim) e ministro delle Politiche Comunitarie, Andreotti ha rappresentato il potere democristiano attraversando tutti i decenni della nostra tormentata Repubblica. Porta con sé, secondo gli osservatori, tanti segreti, ma lascia altrettante lezioni. Si è sottoposto alla macchina giudiziaria, capace di divenire infernale, senza battere ciglio, ha sopportato accuse, ironie, ingiurie, sospetti, è stato accusato di essere il mandante di omicidi, politici e non, di aver sempre brigato per eliminare gli avversari pur di raggiungere ciò che più gli stava a cuore: comandare. Il potere, ricordava, logora chi non ce l’ha. Eppure Andreotti, al contrario di altri, non è mai riuscito a diventare Presidente della Repubblica. Quella Repubblica che tanto gli deve, poiché lui l’ha servita senza mai servirsene, senza mai abusarne. Senza Andreotti avremmo avuto un’altra politica, un’altra Dc, un’altra Italia. Vent’anni fa in tanti hanno pensato che, senza di lui, avremmo avuto una politica, una Dc e un’Italia migliori; oggi, dopo vent’anni di inarrestabile declino, sappiamo che Andreotti è stato l’artefice, con altri, di un miracolo quasi impossibile, di un’Italietta trasformata in Italia, certo sotto l’ombrello americano, ma al riparo dal mostro sovietico. Gli possiamo dire grazie, come lo dicemmo a Berlinguer. Oggi, di grazia, con i dilettanti da cui siamo circondati, a chi possiamo dire grazie?

Davide D’Alessandro
Consigliere comunale indipendente – Vasto

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