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Il senatore Castaldi al fianco dei sindacati sulla questione dei Consorzi industriali

Gianluca Castaldi
Gianluca Castaldi

Diversi politici che hanno responsabilità di “governo” nella nostra Regione e nella nostra Provincia, negli ultimi tempi si sono dilettati nel gioco del ricordo delle vertenze aperte e delle situazioni dimenticate. Nessuno ricorda o ha ricordato che è presente la situazione di “scioglimento” dei Consorzi Industriali, passata sotto la voce di un “Riordino delle funzioni in materia di attività produttive” con la L.R. 29 luglio 2011, n. 23 e del relativo Disciplinare (D.G.R. 62/P del 13 febbraio 2012).
Viene spontanea una domanda a Confindustria che tanto si è spesa per un “energico” intervento sui Consorzi Industriali e per una riforma della gestione delle aree industriali: è soddisfatta del risultato che, ad oggi, ha il solo dato certo dell’aumento dei costi per le imprese? Era questa l’esigenza espressa? A meno che non interessino le pesanti ricadute e disfunzioni laddove i Consorzi svolgevano un ruolo utile, ora inibito, peggiorando la situazione che si voleva, almeno a parole, migliorare. E sempre che non interessino, sostanzialmente, le “gestioni” delle opere infrastrutturali, dell’attività degli impianti di depurazione e di trattamento delle acque.
Come l’assessore Castiglione sa, lungi dall’essersi definiti i “cluster” di riferimento (la casa si realizza dalle fondamenta, non dal tetto generalmente), le cose buone non vanno ingabbiate per malintesi e furenti principi di riordino. La nuove vocazioni imprenditoriale si dispiegano, infatti, in direzioni inedite per come i Consorzi erano stati concepiti: dalla finanza immobiliare o di progetto, all’offerta di spazi per i parchi tecnologici o di servizi innovativi e avanzati alle imprese, soprattutto mediante le reti immateriali. Un’evoluzione che dovrebbe far intendere e costruire Consorzi sempre di più, come soggetti attivi del marketing territoriale.
Negli ultimi 10 anni il Consorzio del Vastese ha realizzato (escludendo dal “calcolo” il Piano regolatore del Porto di Vasto) lavori, progettazioni per 30 milioni di euro. Anche in presenza della gestione commissariale, le professionalità presenti nel COASIV hanno svolto lavori di progettazione, coordinamento della sicurezza, predisposizione di atti propedeutici al finanziamento per i Comuni di Vasto e San Salvo, e stazione appaltante: ora perché questa capacità riconosciuta e manifesta deve essere condannata a non essere più niente con il rischio evidente del ripetere una esperienza come quella del COTIR?
Provi l’assessore a fermarsi: più che una fusione questa sembra una infusione, dove i principi attivi vengono miscelati in un pessima acqua. Perché questa protervia?
Da parte mia, condivido le ragioni più volte esposte da CGIL-CISL e Uil e dal Comune di Vasto che se non erro, è l’unico ad aver intravisto la deprivazione di ruolo e la deriva confusionaria della legge di riordino e del disciplinare.

Sen. Gianluca Castaldi

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