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IdV: ormai l’ombra di se stessa. Domani l’esecutivo nazionale.

Carlo Costantini
Carlo Costantini

Tra i partiti rottamati da Grillo & C. non si può non annoverare l’Italia dei Valori, il movimento creato dal pm di Tangentopoli Antonio Di Pietro nel 1998. Caduto in disgrazia dopo il servizio di report circa la gestione equivoca dei fondi del partito da parte dell’ex magistrato, Di Pietro ed i suoi hanno cercato di riciclarsi all’interno di un altro movimento che potesse, almeno negli intenti, garantire loro lo scranno parlamentare, ovvero Rivoluzione civile di Antonio Ingroia.

La disfatta, però, era alle porte ed in un colpo solo sono tornati  a casa lo stesso Di Pietro, Alfonso Mascitelli e Carlo Costantini: l’1,79% dei consensi in Senato (circa 500 mila voti), il 2,25% alla Camera (700 mila voti) hanno tagliato le gambe alle pretese degli ex IdV, per la gioia tutta vastese dell’ex coordinatore cittadino Alfredo Bontempo e dell’ex assessore Corrado Sabatini, da sempre in disaccordo tra loro ed in forte contrapposizione con il gotha abruzzese del partito incapace, evidentemente, di dirimere anche le questioni intestine. La stessa sorte è peraltro toccata all’esule Paolo Palomba che, chiuso dai big regionali, ha cercato miglior fortuna nel Centro Democratico di Tabacci candidandosi nel Lazio dove è stato sonoramente bocciato ed oggi si deve accontentare del coordinamento provinciale del CD. La decisione di schierarsi con Ingroia ha poi convinto anche l’assessore Antonio Spadaccini ad abbandonare la barca seguito dal consigliere comunale Elio Baccalà, finiti nel limbo del gruppo misto, anche se qualcuno ipotizza un loro approdo nel Pd dove certamente non verrebbero accolti a braccia aperte.

Dimessosi di Pietro, anche se ha congelato le sue dimissioni per consentire al partito di giungere al congresso nel modo migliore, domani ci sarà una riunione dell’esecutivo sicuramente incandescente. Costantini dovrebbe presentare un documento da sottoporre a votazione nel quale chiederà ufficialmente l’azzeramento di ogni carica “senza esclusioni e deroghe”. Insomma, si cercherà di salvare il salvabile provando a presentare un volto nuovo che ridia fiato ed un minimo di credibilità ad una fenice che dovrebbe rinascere a fatica dalle sue ceneri. Il consigliere regionale, però, dovrà fare i conti con l’ancien regime del partito ben rappresentato dall’ex presidente dei senatori Felice Belisario, che si è subito affrettato a gettare acqua sul fuoco “L’esecutivo sarà comunque l’occasione per fare non una resa dei conti, che non porta a nulla, ma un’autocritica, specie del gruppo dirigente. Dobbiamo capire attentamente dove abbiamo sbagliato, anche a comunicare”.  Intanto a Vasto non si hanno più notizie del movimento, che pure raccolse l’8% alle ultime comunali, rimasto senza più guide e, a quanto pare, anche proseliti e militanti.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

 

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