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CNA: vola la micro-impresa non artigiana

imprese-artigianeVola la micro-impresa in Abruzzo, soprattutto nei settori commerciali e nella ristorazione, mentre gli artigiani hanno segnato pesantemente il passo, subendo i colpi impietosi della crisi. A certificarlo uno studio condotto da Aldo Ronci per conto della Cna regionale, su dati messi a disposizione da Infocamere, il sistema informatico delle Camere di commercio italiane.

Nel 2012 il saldo tra imprese chiuse ed aperte tra quelle non artigiane  segna un incremento di ben 1.473 unità, il terzo miglior risultato dell’ultimo decennio, appena sotto il 2004 e il 2010. 825 in meno, il bilancio negativissimo del comparto artigiano nel 2012,

A beneficiare dell’andamento positivo delle imprese non artigiane sono stati un po’ tutti i settori e comparti produttivi: variazioni positive sono state registrate in tutte le attività economiche tranne che in agricoltura, accreditata di una pesantissima flessione (-714 unità, con un decremento pauroso di 402 aziende nel Chietino); il più consistente degli incrementi va ai servizi, con 460 unità, seguiti dalle attività ricettive (301), il  commercio (210, con Pescara a quota +111), le costruzioni (214), l’industria (170).

Ronci ha dato anche una chiave di lettura di questo fenomeno che sembrerebbe antitetico al particolare momento congiunturale. Infatti, ritiene che alcuni comparti produttivi, non artigiani, si sono trasformati, negli anni, in un enorme “ammortizzatore sociale”, anche se il risultato presenta luci ed ombre. Dice infatti: “Nel 2009 in Abruzzo si sono persi 24mila posti di lavoro e negli anni successivi una parte dei lavoratori rimasti senza lavoro ha deciso di aprire nuove attività, pensando di trovare un’ancora di salvataggio alla disoccupazione. In tutti e tre gli anni dal 2009 al 2012 gli incrementi percentuali delle imprese non artigiane abruzzesi sono state nettamente superiori a quelli delle imprese non artigiane italiane e le scelte si sono dirette verso i settori del commercio, della ristorazione e dei servizi alle imprese. Nonostante questo ammortizzatore i 24mila lavoratori rimasti senza lavoro nel 2009 sono, alla fine  del 2012, comunque ancora 10mila”.

Un’analisi tutto sommato poco confortante.

Lu. Spa.

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