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Sala Mattioli: botta e risposta Cianci – Del Prete

paola cianciDopo le accuse avanzate da Nicola Del Prete sull’uso improprio della Sala Mattioli per un incontro di natura politica con i candidati di rivoluzione Civile, non si è fatta attendere la risposta del circolo vastese di Rifondazione Comunista attraverso le parole di Paola Cianci e Carmine Tomeo. Entrambi hanno sottolineato come l’evento fosse autorizzato dalle delibera di Giunta n°31 del 13.2.2013 che recita “…sono state riservate la Sala Michelangelo di Palazzo d’Avalos e la Sala Mattioli  per i convegni e/o incontri pubblici elettorali organizzati, nonché la messa a disposizione del palco in Piazza Diomede. I Partiti o Gruppi politici interessati potranno richiederne l’utilizzo sino alla fine della competizione elettorale…” La Cianci, in particolare, ha rincarato la dose accusando Del Prete di non aver fatto bene i compiti a casa. Infatti, la delibera è sul sito del Comune ed il consigliere di FLI non si è informato a sufficienza. Per Rifondazione, dunque, non vi è stata alcuna violazione.

Immediata la controreplica di Nicola Del Prete: “La consigliera comunale di Rifondazione comunista di Vasto Paola Cianci, oggi Lista Ingroia, dimostra una preoccupante ignoranza, pur essendo un legale“(…) Ed ancora: “La Cianci fa finta di non capire – riprende Del Prete -, nella sala Mattioli, non si può fare politica, né campagna elettorale, come invece hanno fatto ieri sera Marra ed il candidato al Senato Mascitelli, con tanto di manifestini e volantini poggiati al lato del tavolo. Lì dentro, per volontà degli eredi Mattioli, i partiti politici non possono svolgere alcun tipo di manifestazione. Punto. Il resto sono solo chiacchiere, perché non possono essere date fantomatiche autorizzazioni richiamate dalla Cianci se a monte c’è una delibera di Consiglio comunale del 24 febbraio del 1988 che vieta in maniera esplica la possibilità di un gruppo politico di organizzare una qualsiasi manifestazione. La Cianci, al posto di aggravare la situazione, mostra solo arroganza. Per togliersi dall’imbarazzo, invece, farebbe bene, con Marra, a chiedere scusa ai vastesi per essere stati irrispettosi delle volontà di chi alla città del Vasto ha lasciato tracce indelebili!“.

 

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