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Recogen: una contesa a suon di carte

puccioni_2La vicenda del progetto Recogen della Puccioni S.p.A. è sicuramente quella al centro del dibattito cittadino insieme alle prossime politiche. Una vicenda che si snoda tra dubbi e certezze, tra comportamenti ambigui ed attacchi frontali, tra faldoni di carte e comunicati stampa, tra verità multiple e posizioni antitetiche.

Ed ecco che sula vicenda si staglia dapprima la nota del Comitato cittadino per la tutela del territorio che attacca la Puccioni in merito alla presunta velocizzazione delle pratiche che hanno portato all’approvazione del progetto con toni anche esacerbati: “Troppi ritardi sul nuovo impianto lamenta il Sig. Puccioni, la lentezza della burocrazia avrebbe fatto perdere 28.000 € al mese di finanziamenti pubblici per la realizzazione dell’Impianto di recupero di acido esausto, denominato RECOGEN. Noi invece  – sostiene il Comitato per la tutela del territorio – pensiamo che per questa pratica, la Pubblica Amministrazione abbia stabilito un record in fatto di velocità. Infatti nel giro di 55 giorni la procedura VIA è passata da una bocciatura apparentemente senz’appello all’approvazione. Ed in soli 136 giorni si è sviluppato il parere che ha portato all’AIA con un impegno notevole da parte degli uffici interessati in termini di riunioni, note e pareri. Ricostruendo gli eventi ci è difficile comprendere la lamentela da parte del Sig. Puccioni sull’inerzia della Pubblica Amministrazione, sembra piuttosto il contrario – e per finire una conclusione perentoria – Noi, come cittadini, vediamo invece nell’operato della Pubblica Amministrazione uno spreco di tempo (e quindi di denaro) proprio nel continuare a valutare un progetto inizialmente bocciato nella seduta del 10 aprile 2012”.

Di fronte ad una tale denuncia non poteva mancare la risposta del management industriale, attraverso un comunicato del legale Stefania Bracaglia, che fin da subito sbugiarda il Comitato: “Poiché i tempi e le modalità indicate nel comunicato (quello  Comitato per la tutela del territorio, appunto) sono errate e, quindi, rappresentano una realtà diametralmente opposta all’accaduto e alla verità dei fatti, vi informo che l’AIA,  deve per legge (d.lgs. 152/06) essere rilasciata dalla Regione entro 180 gg. dalla richiesta. La domanda di AIA è stata trasmessa in Regione circa due anni fa (18 aprile 2011). Quando viene espletata anche la procedura VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), si aggiungono 60 giorni (necessari per il rilascio del parere VIA). L’intera procedura, quindi, conta 240 giorni”. Dopo aver riassunto la cronistoria della vicenda riportata per avvalorare quanto appena riportato, sull’intervento della Regione Abruzzo in particolare, nell’ultima parte del documento si legge:  “06/02/2013 Notificaci contenente l’invito alla ulteriore Conferenza dei Servizi AIA  per il 12-02-2013, nonostante si riferisce  che tutti gli Enti si sono espressi favorevolmente, compresa  la ASL  (Autorità Sanitaria Locale Vasto) con un Parere Sanitario favorevole, mentre il Comune di Vasto ha inviato ulteriore parere negativo a firma ufficio ambiente. In base alla legge di riferimento (D.Lgs. 152/06 art. 29 quater con richiamo al  R.D. 1265/34 art 216 ) il parere o meglio le Prescrizioni Sanitarie  a tutela della salute pubblica sono del Sindaco e attengono a poteri solo del Sindaco. (Vari TAR – Lazio, Campania-  affermano che trattasi di poteri propri del Sindaco che esulano dall’ordinario riparto delle competenze Comunali e che il Sindaco può eventualmente avvalersi della ASL ). In questo caso la ASL si è pronunciata favorevolmente. A questo punto essendosi tutte le autorità pronunciate  favorevolmente ad eccezione del Sindaco, nonostante sia stato messo più volte nella possibilità di pronunciarsi,  non si comprende come la Regione possa richiedere ri- pronunce  e con quali regole normative. Esiste una  giurisprudenza costante affermante che l’AIA è legittima anche se mancano le prescrizioni del Sindaco purché siano trascorsi almeno 60 gg dalla domanda (Domanda presentata dalla Puccioni 18 Aprile 20011!!!!). (Vedi tra tutte Tar Toscana 1 aprile 2011- il  Tar Lombardia 12 dicembre 2008 afferma che  i poteri del Sindaco devono essere coordinati con i poteri della Regione in materia di AIA altrimenti di  “….AIA come Autorizzazione omnicomprensiva non si dovrebbe più parlare e l’obbiettivo della legge sarebbe frustrato”.

Una partita ancora aperta, dunque, sulla quale si attendono anche le parole del sindaco nella conferenza stampa di domani dove dovrà rispondere anche al pesante attacco portatogli dalla Associazione civica Porta Nuova.

Luigi Spadaccini
(spadaccini.luigi@alice.it)

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