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L’amministrazione di Celenza sul Trigno si mobilita contro la chiusura della guardia medica

Sarà discusso un ordine del giorno specifico nel prossimo Consiglio comunale di Celenza sul Trigno, convocato per domani alle 18, in cui l’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Venosini proverà a mettere in campo pressioni nei riguardi della dirigenza della Asl, del Comitato ristretto dei sindaci e dei rappresentanti politici del territorio per scongiurare la soppressione del Servizio di Continuità Assistenziale (ex guardia medica), così come prevista dal riordino del sistema sanitario regionale e proposta dal Comitato ristretto dei sindaci.
A partecipare alla discussione sono stati invitati i dirigenti della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, i componenti del Comitato ristretto dei sindaci, presieduto da Luciano Lapenna, amministratori del territorio interessati dal riordino del Servizio di Continuità Assistenziale e i rappresentanti politici del territorio, dal presidente della Regione Gianni Chiodi, all’assessore De Fanis, ai consiglieri Argirò, Caramanico e Palomba.
Prevedibilmente molti degli invitati avranno impegni più stringenti cui far fronte, ma il problema meriterebbe approfondimenti in tutte le sedi opportune. Si tratta di scavalcare l’ultimo limite che sancirebbe definitivamente e direi ufficialmente la divisione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Si tratterebbe dell’ultimo limite, in quanto molti ne sono stati già scavalcati con estrema naturalezza. I cittadini dell’entroterra vastese si sono dovuti abituare all’evidenza che se vuoi lavorare devi andare sulla costa; si sono dovuti abituare al fatto che se vuoi studiare devi andare sulla costa; si sono dovuti arrendere a una miopia politica che ha trasformato un ampio territorio in “dormitorio” per quei testardi che pur di rimanere nel loro paese, ci tornano solo per dormire.
Oggi si propone quella che probabilmente rappresenta l’ultima battaglia: quella per il diritto di ammalarsi. Con la soppressione di quella che una volta veniva chiamata “guardia medica”, infatti, il cittadino dell’entroterra vastese farà bene a scegliersi con oculatezza l’orario in cui ammalarsi o farsi venire un malore, perché potrebbe passare molto tempo prima che arrivi qualcuno dal presidio sanitario più vicino.
Domani quindi sarà votata una delibera che chiederà di rivalutare una decisione che se pur riguarda piccoli paesi dell’entroterra, ha una rilevanza di principio fondamentale, che va a toccare il diritto alla salute, così come costituzionalmente garantito dall’art. 32. È un problema che riguarda forse “pochi” abitanti, ma non troppo pochi da non essere degni di attenzioni elettorali quando ci sono votazioni in vista; ma quando anche il diritto alla salute viene messo in discussione e i “cittadini di serie B” non possono ottenere niente dalla politica, nemmeno i diritti essenziali, diventa poi difficile convincerli (al di là di qualche immarcescibile soldato di partito) a votare questo o quello per il bene della collettività. Ci rifletta bene chi degli invitati decide che domani ha di meglio da fare.

Natalfrancesco Litterio

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