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Iniziati gli incontri sulla famiglia Rossetti

Più di un critico, facendo sfoggio di un’ironia troppo severa, ha affermato che la più grande opera di Gabriele Rossetti è stata la propria famiglia, avendo avuto figli addirittura più illustri. Ironia troppo severa la giudica anche il professor Gianni Oliva che ieri pomeriggio ha dato il via alla serie di incontri organizzati con l’ADA (Associazione per i Diritti degli Anziani) e il Centro Europeo di Studi Rossettiani per approfondire la conoscenza della famiglia Rossetti.
Il primo incontro non poteva non avere come protagonista il capostipite di una così illustre famiglia, che, come spesso avviene, a sua volta proviene da famiglia di più umili origini, in quanto – come spiegato dallo stesso professor Oliva – il padre di Gabriele, Nicola, era un semplice fabbro ferraio. Ma tutti i figli di Nicola hanno ben altri orizzonti: Domenico, “pellegrino per il mondo” perché ricercato per diserzione, fondatore di quella che oggi è “La gazzetta di Parma” e scopritore della grotta di Monte Calvo, a Nizza, in cui fa inesplicabile mostra di sé addirittura una piramide; e Antonio, barbiere dalle velleità poetiche, come testimoniano i manoscritti ritrovati.
Ma anche Gabriele fa presto mostra del suo talento e in occasione della morte di una nobildonna dell’epoca, compone un’ode che non passa inosservata: il marchese d’Avalos, colpito dalla sua poetica, si rivolge al maggiordomo del Re di Napoli, “raccomandandogli il ragazzo”. È a questo punto, nel 1804, che Gabriele Rossetti lascia Vasto per non farvi più ritorno, non per sua scelta, ma per una serie di avventurose vicissitudini che il professor Oliva ha ricordato al numeroso pubblico convenuto.
A Napoli, infatti, Gabriele Rossetti oltre a coltivare la propria cultura, si rende protagonista dell’azione politica, non sempre pacifica, che mirava a “costituzionalizzare” la monarchia assoluta del regno borbonico, attività che gli costò la condanna a morte.
Abbandona quindi l’Italia su una nave inglese che lo porta a Malta. Ma anche lì il fiato sul collo degli agenti borbonici si sente ancora forte, anche perché continua a intrattenere rapporti con intellettuali e politici rivoluzionari. Quindi il trasferimento in Inghilterra, dove rimarrà per tutta la vita.
Ampio spazio alla vita londinese, durante la relazione del professor Oliva, dai primi tempi in cui Gabriele Rossetti si “arrangiava” insegnando l’italiano ai rampolli delle famiglie inglesi, al matrimonio con Lavinia, figlia di Gaetano Polidori, segretario personale di Vittorio Alfieri. Dalla loro unione i quattro figli, Maria Francesca – autrice di The shadow of Dante, il libro su Dante più famoso nell’Inghilterra dell’epoca – Dante Gabriel, gigante dell’arte pittorica dell’800, William Michael, uno dei fondatori del Movimento dei Preraffaelliti e Chirstina, una delle maggiori poetesse dell’800 europeo.
Gabriele Rossetti muore nel 1894, accudito da Teodorico Pietrocola, un nipote che ne scriverà la prima biografia.
Il prossimo appuntamento, previsto per giovedì 31 gennaio, approfondirà la figura di Dante Gabriel Rossetti.

n.l.

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  • Gianni Oliva
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