Dipendenti al lavoro oggi dopo l'astensione di 4 ore di una settimana fa. Zerra (Cisl): "Attendiamo chiarimenti dall'azienda sugli esuberi, poi decidiamo che cosa fare"

Alla Granito Forte gli operai rinviano lo sciopero

Da una una settimana aspettano una risposta che non arriva. Allo sciopero di 4 ore per turno fatto il 5 aprile ha risposto il silenzio. Oggi i lavoratori della Granito Forte di Fresagrandinaria saranno tutti regolarmente al lavoro, ma i sindacati tornano a sollecitare un incontro urgente con l’azienda e chiarimenti sul futuro.

“Dopo la protesta del 5 aprile”, dice il segretario provinciale della Cisl, Franco Zerranon siamo stati nè convocati, nè edotti su eventuali nuove decisioni. Attenderemo ancora qualche giorno, poi insieme ai lavoratori decideremo il da fare”.

La situazione occupazionale alla Granito Forte non fa dormire sonni tranquilli.

“L’azienda”, spiega Zerra “che da tempo lavora solo con 4 linee su 7, annuncia che dovrà riaccendere almeno altre due linee però dopo aver mandato a casa gli interinali vuole fare la stessa cosa con i lavoratori assunti attraverso le agenzie. E’ assurdo. Oltre al problema della perdita di nuovi posti di lavoro, l’azienda rischia di perdere importanti professionalità in un momento in cui la qualità dei prodotti è un asso nella manica”, dice Zerra.

I sindacati vogliono sapere se la Granito, che è un’azienda leader nel suo settore punta a nuovi mercati e se ci sono possibili nuovi sbocchi per vincere la crisi I sindacati come detto attenderanno ancora qualche altro giorno e poi decideranno cosa fare. Le 13 settimane di cassa integrazione decise a inizio anno al termine di una lunga riunione fra i sindacati e i rappresentanti della Granito Forte, non hanno portato benefici. Il 2018 si è chiuso con un calo di ordinativi che ha spinto l’industria che produce mattonelle in grès porcellanato a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Il primo trimestre 2019 racconta una situazione ancora instabile.

Per i 200 dipendenti il futuro è ancora pieno di incognite. Resta il fatto che se davvero saranno riaccesi due forni una riduzione di personale al momento appare inopportuna. La preoccupazione delle maestranze, è condivisa dalle Rsu e da Cgil, Cisl e Uil. Presto potrebbero esserci altre iniziative di protesta. Il Vastese cercherà di difendere i posti di lavoro minacciati dalla concorrenza straniera. La Turchia e non solo, sono diventati uno spauracchio. L’italia fino a una decina di anni fa era la leader mondiale per la produzione della ceramica, ultimamente si trova leggermente in difficoltà a causa dello sviluppo di questo settore in Cina che sicuramente privilegia la quantità rispetto alla qualità.

“Per questo è importante mantenere in fabbrica le professionalità”, insiste Franco Zerra. La produzione industriale è fondamentale per la sopravvivenza del Vastese interno. L’azienda arrivata da Ubersetto di Fiorano, in provincia di Modena, da occupazione stabile tra occupati diretti e indotto a circa 250 persone, con un fatturato che sfiora i tre milioni di euro.

Paola Calvano (Il Centro)

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