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Camillo D’Amico: “Sul Civeta non è in corso alcun “esproprio proletario, serve unità”

E’ interessante leggere come, negli ultimi tempi, si sia riaccesa un’attenzione mediatica, politica ed istituzionale verso le sorti future del consorzio intercomunale CIVETA. Senza esagerazione alcuna annotiamo un diversità di opinioni tra i comuni soci – fondatori, soprattutto quelli a guida Centro – Destra taluni dei quali hanno già da tempo fatto altre scelte come conferire e fare gestire il servizio di raccolta ad ECOLAN di Lanciano, qualcuno di essi vi ha già aderito oppure è in procinto di farlo, altri, come Cupello e Scerni,  hanno adottato una comune delibera consiliare che, quanto Vasto, nel pieno rispetto dei tempi e delle procedure, anche se  tardivamente, hanno dato mandato al commissario pro tempore  per la fattibilità di una srl pubblica sia per la giusta difesa del patrimonio che per avere maggiore peso politico e potere contrattuale adesso che in concreto, la regione Abruzzo per il tramite dell’AGIR, si avvia a costituire gli Ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O.).

Una scelta politica che Noi abbiamo non solo condiviso ma anche rafforzato con l’inserimento del principio della piena condivisione istituzionale attraverso l’istituzione di un tavolo di concertazione gestito dal presidente della provincia e sindaco di Vasto con la piena partecipazione di tutti i i comuni che condividono appieno questo principio. Tutto questo per difendere le peculiarità storiche dell’impianto, rivendicarne una nuova importanza e centralità, tentare di avere nuovi affidamenti e lavorazioni, salvaguardare i livelli occupazionali e prevederne di nuovi.

Obiettivi nobili e forti che ci ha visti uniti che però non ha trovato ne trova grandi convergenze ed unitarietà nel territorio. Tutto questo soprattutto nel campo del Centro – Destra che governa diversi comuni del vastese e la regione Abruzzo. Se si è uniti e determinati, buttando con sincerità il cuore oltre l’ostacolo e degli steccati dell’appartenenza, qualcosa di utile riusciamo a farlo; diversamente la partita è perduta e non certo per ‘espropri proletari’ ma la storica disunità del nostro territorio.

Camillo D’Amico, capogruppo di ‘Insieme per Cupello’

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