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“Basta concerti nell’oasi protetta”

“Una riserva non e’ il luogo più idoneo per un festival e oltre ai possibili danni o disturbi all’ecosistema, si diffonderebbe un messaggio culturale sbagliato, e fondamentalmente diseducativo, che banalizza il ruolo delle aree protette”. Gruppo Fratino Vasto, Stazione Ornitologica Abruzzese (Soa), guardie ecologiche ambientali volontarie e Lipu (lega italiana protezione uccelli), intervengono a distanza di qualche settimana dal Dusk Festival, evento musicale che il 9 e 10 agosto ha richiamato sulla spiaggia di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci, centinaia di giovani per stigmatizzare la preoccupante tendenza a portare eventi concertistici anche in luoghi tutelati.

“Senza volerlo minimamente paragonare ad altri megaeventi, in termini di richiamo di persone, impatto, e mobilitazione di mezzi o strutture scenografiche, ci sembra doveroso tuttavia ravvisare come persista una contraddizione sull’uso improprio delle spiagge e delle zone immediatamente attigue, soprattutto se ricadenti in aree protette, come in questo caso”, affermano i responsabili delle quattro associazioni, “non siamo contro lo svolgimento di questa interessante manifestazione, e anzi le auguriamo il successo che merita, ma ci interroghiamo sull’opportunita’ di continuare a svolgerla nello scenario di Punta Penna, dove tutte le manifestazioni del genere dovrebbero avere un carattere episodico e, ovviamente,  a minimo impatto ambientale. Posto che siamo di fronte in tutta Italia a una preoccupante tendenza  a portare eventi concertistici ovunque, anche in luoghi tutelati da vincoli europei, nazionali e regionali, facciamo presente che la riserva di Punta Aderci non ha bisogno di valorizzazione culturale in senso lato , ma semmai di essere lasciata un poco più in pace per poter assolvere alla sua funzione primaria di ecosistema, sito di protezione e riproduzione di specie viventi, anche a rischio estinzione. Come il fratino, simbolo della riserva, che da anni tuttavia la diserta come luogo riproduttivo probabilmente, a nostro avviso, anche per l’eccessivo disturbo antropico”.

Gruppo Fratino, Soa, Geav e Lipi chiedono, infine se “in merito all’evento in questione siano state effettuate valutazioni di incidenza o se la riserva si sia dotata di un regolamento interno che, in caso di simili manifestazioni, limiti l’occupazione del suolo a precisi e ben individuati spazi e  il livello dei decibel previsti”.         

Anna Bontempo (Il Centro)

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