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Siti da edificabili ad agricoli: altri venti proprietari dicono di sì

Aumenta il numero di cittadini interessati al declassamento dei loro terreni da edificabili ad agricoli. Sono passati da 60 ad 80 i proprietari che vogliono il cambio di destinazione d’uso dei lotti attraverso una variante semplificata, al pari di quelle varate in altri comuni, tra cui Chieti che ne ha già fatte tre, andate  tutte a buon fine  e senza ricorsi.

“Agli originari 60 proprietari se ne sono aggiunti altri 20”, spiega Michele Giannone, presidente del Comitato cittadino nato nel 2017  con l’obiettivo di informare l’opinione pubblica e  promuovere le iniziative utili ad ottenere la riconversione delle aree edificabili in suolo da destinare all’agricoltura. “In questo modo”, aggiunge Giannone, “abbiamo anche superato l’ostacolo tecnico frapposto dal dirigente della sezione urbanistica comunale che tra gli impedimenti alla variante semplificata aveva incluso anche la non omogeneità delle aree”.

Insomma, cresce il numero di proprietari interessati al declassamento dei terreni, sul presupposto che quegli appezzamenti, inutilizzabili per una serie di ragioni, tra cui la crisi dell’edilizia, oltre ad essere improduttivi sono gravati da tasse piuttosto salate. Per loro la soluzione è a portata di mano: una variante parziale al Prg per trasformare quei terreni da edificabili ad agricoli. Tale  procedura consentirebbe agli interessati di non pagare le tasse e avrebbe anche degli indubbi benefici sulla città che in questi ultimi 15 anni ha registrato una massiccia espansione urbanistica, i cui danni possono essere limitati solo con  interventi che impediscano l’ulteriore consumo di suolo.

Il declassamento dei terreni rientra in quest’ottica. Per trovare la strada migliore è nato un gruppo di lavoro formato dal sindaco Francesco Menna,  dal presidente del Comitato,  Giannone, dall’avvocato Salvatore De Simone, dal dirigente comunale Stefano Monteferrante e dall’assessore all’urbanistica del comune di Chieti, Mario Colantonio. Il gruppo di lavoro, dopo qualche incontro, non si è più riunito. Nel frattempo però altre richieste di declassamento sono state protocollate in Comune, a dimostrazione di quanto sostenuto dal Comitato, cioè  che i cittadini interessati al cambio di destinazione d’uso sono di gran lunga più numerosi di quelli che nel 2016 hanno risposto al bando del Comune.

Anna Bontempo (Il Centro)

 

 

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