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Pilkington come Marghera per il rilancio aziendale

Graziano Marcovecchio
Graziano Marcovecchio

Una storia a lieto fine come quella dello stabilimento di Porto Marghera che 8 mesi fa ha riacceso il forno facendo sistema, e riuscendo a convincere l’azionista di maggioranza, che aveva diverse possibilità d’investimento nel mondo, a puntare sullo stabilimento Pilkington, attraverso un progetto di business interessante, con un portafoglio di ordini che ora vengono realizzati.

E’ quello che vogliono i 2000 lavoratori della Pilkington di San Salvo . La fabbrica abruzzese attraversa un momento delicato. ” Dobbiamo superarlo e fare sistema come Marghera “, dice il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca che due settimane fa ha chiamato tutta la politica abruzzese al capezzale dell’azienda malata.

Oggi nello stabilimento di Piana Sant’Angelo tornano a riunirsi rsu di fabbrica, rappresentanti sindacali provinciali e dirigenti. Il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio e il suo braccio destro , Roberto Minenna, sono appena rientrati in Italia da importanti viaggi di lavoro all’estero alla ricerca di investimenti e soluzioni.

Lo stabilimento abruzzese conta 140 esuberi nell’immediato ed un futuro da definire. Fra le iniziative annunciate dal nuovo governo c’è il pensionamento a quota 100 : si va in pensione una volta che la somma tra età anagrafica e anni di contribuzione raggiungono 100 anni.

Mi raccomando», ha scritto in un post indirizzato ai parlamentari vastesi del M5S, Emilio Di Cola, segretario provinciale della Cgil. «Fatelo subito e non dimenticatelo».

Sui pensionamenti e il lavoro usurante è in gioco un braccio di ferro dei sindacati con il governo. «Nonostante il lavoro notturno, pesante e vicino ai forni, per i dipendenti Pilkington non è stata accolta fino ad oggi la possibilità di andare in pensione prima. Il riconoscimento è fondamentale», ricordano Di Cola, Franco Zerra (Cisl) , Arnaldo Schioppa (Uil) e Domenico Ranieri ( Cobas),« per salvaguardare il lavoro dei dipendenti più giovani quando a settembre saranno mandati a casa i 140 operai in esubero».

Da parte del senatore Gianluca Castaldi, del deputato Carmela Grippa e del consigliere regionale Pietro Smargiassi, l’impegno in tal senso è stato già ribadito.

Dal nuovo governo i colossi industriali si aspettano anche il miglioramento delle infrastrutture e servizi che convincano di azionisti a scommettere ancora sulla fabbrica di San Salvo piuttosto che sullo stabilimento di Marghera o della Polonia.

Oggi intanto sindacati e azienda faranno il punto della situazione alla luce anche dell’ultima trasferta dei dirigenti. Dal futuro Pilkington dipende l’economia di San Salvo e dell’intero Vastese. “ La politica torni ad occuparsi del Vastese e delle aziende ora che sono ancora curabili e non quando ormai si può solo piangere il morto”, dice il segretario della Cisl Franco Zerra. Opinione condivisa da tutti i sindacati.

Paola Calvano (Il Centro)

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