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Migranti nel convento, San Buono si divide

Non si placa la polemica sull’arrivo di migranti al Convento cinquecentesco di San Buono. Più che l’arrivo degli stranieri viene contestato l’utilizzo di una struttura storica tutelata dalla Sovrintendenza.

“Adesso si sta esagerando”, annota Antonio Turdò in veste di segretario e coordintore del movimento politico dei Forconi.

Nel condannare la sassaiola che ha colpito un operatore del Consorzio Matrix al quale va tutta la nostra solidarietà, non è possibile non criticare il fatto che una struttura del 1575 adibita a centro culturale che era sede del Museo per l’arte e l’archeologia del Vastese venga utilizzata per ospitare i migranti, e solo per un discorso economico. Quel convento non è una struttura ricettiva in disuso oppure un albergo gestito da privati. Siamo ridotti proprio male se invece di fare azioni di bene, come potrebbe essere una mensa caritas o posti alloggi per italiani che hanno bisogno, anche i frati preferiscono i migranti”, dice Turdò.

Anche il sindaco di San Buono, Filippone, seppure favorevole all’accoglienza, era piuttosto perplesso sulla scelta del convento, in considerazione del valore storico e culturale della struttura.

Non è meno perplesso il sindaco di Furci, Angelo Marchione. “Sono perplesso sulla opportunità di preferire quel tipo di accoglienza ad una rsa per anziani o ad un utilizzo turistico“, dice il primo cittdino di Furci, ma rispetto la decisione dei frati“.

Prima di scegliere il convento pare che la cooperativa Matrix avesse valutato la possibilità di utilizzo dell’ex hotel Francoforte, ma poi la scelta è ricaduta sul convento.

“Non abbiamo nulla contro questi ragazzi, sono giovanissimi e anche educati. Uno di loro parla anche l’italiano. Domenica qualcuno di loro è venuto anche in chiesa”, dice la titolare del bar In Piazza, luogo dove i cittadini di ritrovano e l’argomento tiene banco.

E’ convinto che i ragazzi possano essere utilizzati per il bene del convento il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti. Lui ospita nel suo paese 7 bambini migranti in una Msna (struttura per minori non accopagnati) in locali del Comune. A gestire i bimbi è una coopertiva che da lavoro a 15 persone. “La mia è stata una esperienza positiva. Anche a San Buono si può trovare una soluzione positiva”, dice Racciatti.

Paola Calvano (Il Centro)

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