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Autismo, la diagnosi precoce è basilare

“L’autismo è un disturbo neuropsichiatrico che interessa la funzione cerebrale. La persona affetta da tale patologia, che si manifesta di solito entro i primi tre anni di vita, presenta un comportamento caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri e un parallelo ritiro interiore”. Con queste parole il consigliere Leandro Bracco ha presentato il progetto di legge per la diagnosi precoce e la presa in carico riabilitativa nell’autismo.

“Questa malattia non può essere curata, ma gli effetti deleteri sullo sviluppo, tipici di tale patologia, possono essere fortemente limitati se la diagnosi e la cura sono i più precoci possibili – ha aggiunto Bracco – Infatti la precocità della diagnosi e della cura sono in grado di limitare grandemente il deficit sociale, comunicativo e cognitivo collegato a tale malattia. La precocità della diagnosi è basilare per l’inclusione sociale e lavorativa del soggetto. Tuttavia, nonostante sia accertato che i DSA (Disturbi dello Spettro Autistico) siano presenti sin dai primi mesi di vita – ha aggiunto il consigliere regionale – la diagnosi viene effettuata in modo attendibile a partire dai due anni in su, in quanto gli accertamenti oggi utilizzati prendono in considerazione sintomi comportamentali che si manifestano in maniera evidente solamente a partire da questa età”.

La legislazione vigente sia in ambito nazionale che regionale, si sforza di garantire adeguate cure al minore affetto da tale patologia, ma trascura la diagnosi precoce della stessa, diagnosi che se eseguita nei primi mesi di vita garantirebbe una migliore riuscita della cura stessa. Questa proposta di legge “vuole dare piena attuazione, a livello regionale, alla legge n.134/2015 attraverso alcuni passaggi fondamentali – ha sottolineato Bracco – innanzitutto con il potenziamento della diagnosi di primo livello con l’organizzazione di specifici corsi annuali dedicati ai pediatri abruzzesi e aventi oggetto la conoscenza, il riconoscimento e la diagnosi dell’autismo. Quindi con la centralizzazione della diagnosi di secondo livello per l’individuazione della gravita’ della malattia e gli interventi specifici da attuare in ogni singolo caso”.

Inoltre, attraverso il CRRA (Centro di riferimento regionale per l’autismo) si otterrà la facoltà esclusiva di certificare la diagnosi di autismo anche ai fini della fruizione di prestazioni sociali e assistenziali. In questo senso il progetto di legge presentato dal consigliere di Sinistra italiana prevede la presa in carico dei pazienti da parte delle UVM (unità di valutazione multidisciplinare) che, sulla base delle indicazioni del CRRA, daranno inizio all’intervento e all’attività riabilitativa. Infine, Leandro Bracco prevede nella norma all’esame del Consiglio regionale, l’istituzione del centro ricerca sull’autismo presso l’Universita’ dell’Aquila.

 

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